Coordinamento Trans Sylvia Rivera

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articoli in T* News->Italia e Mondo

jasmine | 25 luglio 2009

Gli articoli pubblicati in questa sezione sono pubblicati come l’originale, le fonti sono giornalistiche (dai siti dei redattori), siti web o altro e sono sempre citate.
Come vedrete il rispetto per le persone trans è calpestato non solo dalla terminologia utilizzata, ma anche dai commenti transfobici degli scrittori.
Il Coordinamento Nazionale Trans “Sylvia Rivera” condanna queste modalità di informazione e richiede il rispetto dei diritti delle persone che vivono serenamente la propria Identità di Genere.
Pubblichiamo gli articoli tratti dai giornali, siti web o altro, integralmente per motivi legali e per fare capire ai fruitori del sito quanto sia alta la discriminazione nei nostri confronti e il peso che dobbiamo subire quotidianamente non permettendoci una vita normale.

La redazione del sito www.sylviarivera.org

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E dopo le svastiche alla mostra di Transfobia a Torino, minacce al fotografo

jasmine | 6 gennaio 2010

E dopo le svastiche alla mostra di Transfobia a Torino, minacce al fotografo sul sito di Forza Nuova

pubblicato: martedì 05 gennaio 2010 da Desperate Gay Guy in: Arte e cultura Omofobia Cronaca Internet

E dopo le svastiche alla mostra di Transfobia a Torino, minacce al fotografo sul sito di Forza Nuova

Alla mostra di Torino, “Generi di prima necessità”, erano apparse svastiche e croci celtiche, disegnate e incise su un quadro proprio per danneggiare e macchiare questa sequenza fotografica sulla visibilità trans. E, un nuovo tassello si aggiunge a questo spettacolo già indecoroso e squallido: l’Ufficio Stampa Coordinamento Torino Pride lgbt ha denunciato messaggi minatori apparsi sul sito di Forza Nuova, chiedendome immediatamente la cancellazione. Leggi il resto dell’articolo »

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Giornata Mondiale contro la violenza sulle Sex Workers

Antonia | 16 dicembre 2009

n229878350959_7950Giovedì 17 dicembre 2009

Giornata Mondiale contro la violenza sulle Sex Workers

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CIRCOLO PINK – Comunicato solidarietà alla mostra ” Generi di prima necessità”

Antonia | 15 dicembre 2009

Il Circolo Pink di Verona esprime tutta la sua solidarietà al circolo
Maurice per la presa di posizione assunta dal capogruppo di AN al Comune
di Torino Roberto Ravello contro la innovativa mostra fotografica
sulla visibilità trans “Generi di prima necessità”, allestita nel
centro a Torino. Una foto raffigurante una donna transessuale nelle
vesti, chiaramente ironiche, una madonna dal titolo, “Immacolata
Concezione”, ha generato lo scandalo, questa la sua dichiarazione
«non può essere considerata una provocazione, pur decisamente
volgare, poiché non è altro che una rappresentazione oscena che
offende la sensibilità ed il buon gusto di chiunque, non soltanto dei
cattolici».

Le fotografie ritraggono molte persone transessuali che hanno
prestato la loro faccia e la loro ironia per sorprendere, per uscire
dallo stereotipo dello scandalo, della “tetta” nuda, del non detto,
del Marrazzo di turno, ecco perchè le foto danno fastidio, perchè
ritraggono un lato di noi che può sorprendere e destabilizzare, che
fa sorridere ma che crea cultura della diversità, quella stessa che
spesso non viene compresa e capita ma che a noi trans piace molto.

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Cosa è osceno e cosa è inaccettabile?

Antonia |

Oscena e inaccettabile non è certo la foto esposta nella mostra “Generi di prima necessità”. Oscene sono le parole del capogruppo di An-Pdl che, davanti a una mostra dedicata alla Giornata mondiale contro la violenza verso le persone transessuali, non trova di meglio che invocare il buon gusto! “Esistono Madonne nere, Madonne che lacrimano sangua, Madonne rappresentate secondo differenti culture e sensibilità… Perchè non può esserci una Madonna interpretata da una trans? Forse per qualcuno le persone trans sono brutte, sporche e cattive? ‘” dichiara Christian Ballarin, curatore della mostra. “Che si prendano la responsabilità di dirlo,

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Rimini: scambia trans per una donna, poi l’aggredisce

Antonia | 14 dicembre 2009

RIMINI – Ha scambiato un trans per una donna. E quando ha scoperto la verità prima l’ha offeso, quindi l’aggredito con un oggetto tagliente. Vittima dell’episodio, verificatosi sabato sera a Rimini, un brasiliano di 28 anni. Il viado ferito si è presentato ai Carabinieri per denunciare l’accaduto. Ai militari ha spiegato di aver conosciuto l’aggressore in una discoteca di Riccione. Quindi si sono appartati in auto per consumare un rapporto sessuale.

 Quando il giovane ha scoperto che davanti a se aveva un trans e non una donna, ha avuto una reazione violenta, accusando il 28enne di averlo ingannato. Il trans si è offeso, rispondendo con un ceffone. A quel punto l’altro ha preso un oggetto tagliente per mano, e l’ha ferito all’avambraccio sinistro. Quindi l’ha spinto fuori dall’auto ed è fuggito via. Il brasiliano, guaribile in una decina di giorni, ha descritto per filo e per segno il suo aggressore, per ora irreperibile.

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Il MIT su Generi di Prima Necessità

Antonia |

Il MIT sostiene e difende la mostra fotografica Generi di prima
necessità organizzata dal Circolo Maurice
Il capogruppo di AN al Comune
di Torino Roberto Ravello accusa la mostra Generi di prima necessità di
immoralità e ne chiede la chiusura. Strano, anzi assurdo che dopo mesi
di invettive e attacco mediatico a cui sono state sottoposte le persone
transessuali dalla stessa parte politica di cui fa parte Ravello, ora
si tenta di farle diventare bersaglio per moralizzatori e puritani.
Dopo aver istigato alla violenza attraverso la loro televisione
spazzatura adesso le destre vanno a scovare l´immoralità di alcune foto
che noi invece rivendichiamo come belle, interessanti e FAVOLOSE. Come
stiamo facendo da tempo nei confronti dei nostri aggressori, ribaltiamo
le accuse, denunciando di immoralità le posizioni bigotte e fasciste
del capogruppo di AN e ribadiamo tutta la nostra gratitudine al Circolo
Maurice per avere organizzato la mostra e all´autore per il suo
interessantissimo lavoro.
Il MIT Movimento Identità Transessuale

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L’Immacolata è un trans Polemica in via Lagrange

Antonia |

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Il Pdl grida allo scandalo per la foto esposta nella mostra «Generi di prima necessità» (che ha ricevuto il patrocinio di Comune e Regione) allestita in via Lagrange, raffigurante un transessuale nei panni della Madonna intento ad allattare un bambino e titolata «Immacolata concezione». Per Roberto Ravello, capogruppo di An-Pdl in Comune «non può essere considerata una provocazione, pur decisamente volgare, poiché non è altro che una rappresentazione oscena che offende la sensibilità ed il buon gusto di chiunque, non soltanto dei cattolici». «È inaccettabile – ha aggiunto Ravello – che il Comune abbia permesso, per di più nel periodo natalizio, questa installazione e ne chiediamo l’immediata rimozione. Ravello e il Pdl chiederanno quindi le comunicazioni del sindaco Chiamparino nel prossimo Consiglio. Il curatore della mostra Christian Ballarin si difende spiegando che «non si tratta di un transessuale ma di una transessuale che ora è una donna a tutti gli effetti e che poi non sta affatto allattando».

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Monster.it rifiuta pubblicità, testimonial c’è Efe Transex

Antonia | 12 dicembre 2009

efe-300x245La Mlc denuncia il sito che dopo aver approvato il progetto è tornato su i suoi passi non accettando un transessuale come testimonial; la pubblicità mostrava Efe vestita da receptionist.

Rifiutati dal portale del lavoro Monster.it perchè avevano scelto come testimonial la bellissima transessuale turca Efe. E’ la denuncia di Michele Logiurato, amministratore unico di Mlc srl, che ora chiede: «E’ discriminazione o censura?». «La nostra azienda – spiega Logiurato – promuove i portali www.TuttiFranchising.it, riservati a chi è alla ricerca di una attività».

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GERMANIA. LA TRANS è “PADRE” DOPO L’OPERAZIONE Prima di cambiare sesso aveva congelato il suo sperma

Antonia |

Colonia,  Anche dopo l’intervento che le trasforma in “donne”, i transessuali possono essere ritenuti “padri” per la legge. Lo ha deciso oggi la Corte d’appello di Colonia, nell’ovest della Germania.

Per far sì che siano riconosciuti tali, devono essere iscritti al registro dell’anagrafe con il loro cognome precedente da uomo. Il caso finito in tribunale parlava di una trans 40enne, che prima dell’intervento per cambiare sesso aveva fatto congelare il suo sperma in una banca del seme. La sua partner 36enne si è fatta sottoporre a una fecondazione assistita e ha dato alla luce un bimbo. In seguito hanno contratto all’anagrafe della città renana un’unione di fatto e la 40enne transessuale ha riconosciuto davanti all’ufficio minori la paternità del piccolo. L’ufficio anagrafe ha avuto qualche dubbio sulla costituzionalità del riconoscimento di paternità, perchè di norma viene assegnata solo a persone di sesso maschile, e ha sporto querela.

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Fa sesso a pagamento con una trans poi accoltella il suo convivente

Antonia |

Denunciato un 42enne di Ferrara. La vittima ha 23 anni. 

Dopo essere stato con una transessuale brasiliana, per un rapporto sessuale a pagamento, ha accoltellato l’uomo che viveva con lei. L’aggressore è poi stato rintracciato. È un commerciante di Ferrara, di 42 anni, M. S., che nella notte scorsa (di giovedì) ha accoltellato alle spalle un veneziano di 23 anni, agli arresti domiciliari per tentato furto aggravato. Verso le 3 del mattino il giovane, dalla sua casa in via Torleone, ha chiamato il 118 ed è stato portato all’ospedale Maggiore in condizioni di media gravità, con una profonda ferita alla schiena guaribile in un mese. Prima di essere intubato, aveva detto ai carabinieri di essere stato colpito in strada, senza raccontare però né dove, né da chi.

In realtà il giovane è stato aggredito nella sua casa di via Torleone. Come hanno ricostruito i carabinieri, la colluttazione fra i due è nata per motivi riconducibili a un rapporto sessuale a pagamento consumato tra il ferrarese e una transessuale brasiliana di 40 anni, che è il convivente della vittima. Il commerciante ha colpito il giovane con un coltello da cucina e poi è scappato. L’aggressore è stato fermato dai carabinieri nella sua casa a Ferrara ed è stato denunciato per lesioni personali aggravate.

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Deborah Orlandini: Appunti sulla pdl 2802 in tema di aggravante di (trans) omofobia

Antonia | 11 dicembre 2009
n1844796962_7998Delle proposte di legge assegnate ieri alla Commissione Giustizia quella n.2802 (Soro) non puo’ dirsi al riparo da critiche severe da parte delle organizzazioni transessuali e transgender. Detta legge si proporrebbe di fornire tutela contro le discriminazioni fondate sull’omofobia e la transfobia attraverso lo strumento del diritto penale. E’ appena il caso di rilevare come gia’ in questa espressione della relazione si insinua confusione: Non e’ una normativa che tutela contro le discriminazioni. Essere discriminate e’ diverso da essere aggredite e uccise. E’ una normativa che propone una blanda e tiepida tutela penale in caso di commissione di specifici reati. Una normativa antidiscriminatoria dovra’ arrivare in un paese che voglia dirsi civile e dovra’ riguardare l’accesso al lavoro e all’alloggio, la tutela della riservatezza e il diritto alla salute, previsioni per quanto riguarda il regime carcerario la riforma della l.164/82.
Una tutela che non tutela, o tutela ben poco, una formulazione da emendare assolutamente elaborata evidentemente senza il coinvolgimento approfondito e competente dell’associazionismo LGBT e in particolare transessuale transgender.
Cosa vuol dire aggiungere un art.11 quater all’art.61 del codice penale? Significa prevedere una circostanza aggravante comune che nel giudizio di comparazione effettuato dal giudice viene cancellata dalla concessione delle c.d. attenuanti generiche : Comprensibile il cercare di ottenere quel poco che si puo’ ottenere, ammesso che si riesca ad ottenerlo.
La proposta di legge C. 2802 (Soro e altri), all’articolo 1 introduce una nuova aggravante (n. 11-quater), che ricorre quando l’autore del delitto ha commesso il fatto per motivi di omofobia e transfobia, che vengono così qualificati: motivi di odio e discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale della vittima del reato verso persone dello stesso sesso, verso persone del sesso opposto o verso persone di entrambi i sessi. (….) Questa particolare definizione del concetto di orientamento sessuale è analoga a quella contemplata nell’ordinamento del Regno Unito. Nella nota esplicativa (explanatory memorandum) alle “Equality Act (Sexual Orientation) Regulations 2007”, si fornisce, infatti, la seguente definizione di orientamento sessuale: “Per orientamento sessuale s’intende l’orientamento sessuale di un individuo verso persone del suo stesso sesso (omosessuali di entrambi i sessi), persone del sesso opposto (eterosessuali), oppure persone di entrambi i sessi (bisessuali)”.
Le vicende di ottobre gia’ videro la politica del compromesso e del si salvi chi puo’ licenziare un testo che cancellava con un colpo secco qualsiasi menzione dei motivi di transfobia o dell’identita’ di genere ( espressione che fa tremare Roma da una sponda all’altra del Tevere!) E stavolta ci risiamo ? Dopo aver detto infatti che l’aggravante ricorre quando l’autore del delitto ha commesso il fatto per motivi di omofobia e transfobia, il problema si pone nel tentativo di dare una definizione attraverso un copia e incolla da un testo normativo britannico. Si tenta di definire per esclusione orientamento sessuale (riuscendo a tenere fuori dal concetto la zoofilia, e forse anche necrofilia e pedofilia) ( faccio fatica in realta’ a inquadrare questi ultimi come orientamenti sessuali piuttosto che come parafilie o perversioni che non hanno nulla a che vedere con l’omosessualita’ )
E’ facile vedere che questa descrizione dovrebbe comprendere anche la qualificazione dei “motivi di transfobia” ( “che vengono qualificati come”) ma in realta’ cio’ non avviene nella maniera piu’ assoluta. Ancora una svista ? Qui si tratterebbe secondo l’intenzione del legislatore di superare le obiezioni relative a una carenza definitoria di orientamento sessuale in quanto e’ detto “Con la specificazione relativa al concetto di orientamento sessuale, i proponenti intendono superare le obiezioni che erano state mosse in sede di esame delle proposte sull’orientamento sessuale, relative al mancato rispetto del principio costituzionale di determinatezza della fattispecie penale.”
Ma a proposito di determinatezza, o si esplicita e si chiarisce sia pur per fictio juris che nel concetto di atti determinati da odio verso l’orientamento sessuale rientra anche l’atto commesso per motivi di odio nei confronti delle persone transessuali, oppure si verifichera’ l’impatto con la realta’ reale, e cioe’ che non essendo la transessualita’ un orientamento sessuale e non potendosi ricondurre a questo in termini netti e poiche’ un aggressore non e’ determinato ad offendere la transessuale a causa del suo orientamento sessuale bensi’ a causa del suo status evidente o noto, ai fini dell’applicazione dell’aggravante l’accusa e la parti civili dovrebbero indagare se, e il giudice convincersi che, l’autore del reato ha agito conoscendo l’orientamento sessuale della vittima. Cioe’ se il suo agire e’ stato determinato dalla conoscenza dell’orientamento o dalla considerazione della vittima come gay lesbica etero o bisessuale ? Diabolica Probatio
Quello che non va in questo testo e’ il tentativo di definizione, per quanto all’interprete attento risalta trattarsi di un tentativo che pur non riuscendo a dire che significa orientamento sessuale ha di mira l’ esclusione da questo concetto delle parafilie , ma trascura di definire in maniera adeguata gli atti di transfobia ,ricadendo in quell’indeterminatezza che stava alla base delle critiche mosse al testo in precedenza “affossato”.
Un testo nato prematuro e privo di ponderazione: emendabile in ogni fase: ma e’ quanto mai opportuno coinvolgere l’associazionismo LGBT per sapere, almeno di cosa “ci si trova a legiferare”.
Fonte: http://www.facebook.com/people/Deborah-Orlandini/1844796962

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Al Ghetto uno sportello per le trans

Antonia |

7931_127307858815_40644233815_2310533_6523107_nAl via da gennaio uno sportello di assistenza alle trans nel cuore del centro storico di Genova, al Ghetto, dove opereranno 14 associazioni vincitrici di un bando da 7mila euro del Municipio centro-est.

L’iniziativa è stata presentata presso la comunità fondata da don Andrea Gallo, quella di San Benedetto al porto, che partecipa al progetto e dalla neonata associazione di trans genovesi «Princesa – per i diritti delle persone transgender».

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MARCHE. LE PARI OPPORTUNITà: Sì AD ARCIGAY NELLE SCUOLE

Antonia |

Un dirigente scolastico aveva vietato una assemblea sull’omofobia .

La Commissione pari opportunita’ delle Marche stigmatizza quanto avvenuto al Liceo classico ‘Raffaello’ di Urbino, dove il dirigente scolastico ha frapposto una serie di difficolta’ all’organizzazione di un’assemblea di istituto sul tema dell’omofobia, alla quale gli studenti hanno chiesto di invitare l’Arcigay.

Per la commissione, si tratta di un atteggiamento ‘’sbagliato” da parte di chi dovrebbe preoccuparsi della formazione sociale degli studenti. Per questo, aggiungono le commissarie, e’ auspicabile che i ragazzi ”possano al piu’ presto svolgere la loro assemblea”.

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Body Worlds, un transgender canadese dona il suo corpo alla scienza

Antonia | 9 dicembre 2009

Da uomo a donna all’eternità. È canadese il primo transgender a donare il proprio corpo perche’ sia mostrata al mondo la sua  incredibiletrasformazione. Dina D Paige è una dei 70 canadesi che ha deciso di donare – quando arriverà il momento – i suoi resti a Body Worlds. Body Worlds è la mostra itinerante di corpi umani veri, svestiti dalla pelle, ma con tanto di muscoli e ossa, conservati con una una tecnica chiamata plastinazione, che permette di conservare in modo duraturo gli organi del corpo umano, inventata dall’anatomo patologo tedesco Gunther von Hagens.

“Sono un’orgogliosa ambasciatrice transgender – ha detto Dina spiegando i motivi della sua decisione – e ritengo importante che la gente veda una figura per la maggior parte femminile ma non solo. Il mio volto è di donna. Ma ho ancora i genitali maschili”. Non è chiaro se gli impianti verranno tolti e poi reinseriti, perche’ un portavoce di Body Worlds ha riferito che non saranno rinseriti per mantenere l’anonimato del donatore. Ma la scelta di Dina non avrebbe più senso.

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Le trans nello stato di Bahia (Brasile) avranno diritto di utilizzare il nome sociale “video”

Antonia |

8184_1La decisione è stata presa dal segretario per lo sviluppo sociale e la riduzione della povertà, nello Stato di Bahia, Valmir Asuncion, attraverso il decreto n. 220 del 27 novembre 2009 che autorizza i transessuali ad usare i nomi come sono conosciuti socialmente, in tutti i documenti in generale.
La decisione è già entrata in vigore nei 417 comuni dello stato di Bahia, ed obbliga chiunque a rivolgersi alle persone trans col genere femminile.
La stessa cosa si verificherà nello stato di Piauì, dove anche qui, per la legge n°5.916/2009, a nome della deputata Flora Izabel(PT), le persone transgender avranno documenti che riporteranno il nome che ciascuno vorrà scegliere, e quindi saranno così identificate in tutti i rapporti che avranno con le istituzioni governative, scuole, ospedali ecc.

Le Nazioni Unite (ONU) ha lanciato negli ultimi 16 giorni in Brasile, una campagna legale volta a combattere i vari tipi di pregiudizio, soprattutto contro gay, lesbiche, travestiti e transessuali. Il messaggio principale del “come te” ci ricorda che ognuno è umano e merita rispetto.

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[ La bocca del lupo ]

Antonia |

la-bocca-del-lupo-mediumLa storia – Enzo e Mary sono una coppia di sessantenni innamorati, finalmente riunitisi dopo anni di attesa: lui è un bandito che ha dovuto scontare in tutto 27 anni di carcere, lei un transessuale con alle spalle problemi di tossicodipendenza. Il teatro della loro storia è Genova, o meglio la Genova città portuale del secolo scorso, ritratta nei filmati di cineamatori e i cui carruggi sono ancora percorsi dai derelitti cantati da De Andrè.

Sebbene la trama del film possa far pensare a qualche nesso, anche tracciato a posteriori, con le vicende che hanno portato i transessuali alla ribalta della cronaca, non è così. Anzi, in realtà, per arrivare ad avere qualche “soddisfazione” dalla storia di vita di Enzo e Mary occorre avere pazienza e saper aspettare quasi un’ora, nel corso della quale incappiamo solo in indizi, reperti e ricostruzioni sommarie. Il quadretto familiare con cani che si ricompone verso la fine, però, oltre a ripagare un bisogno di storie e di personaggi, si salda con tutto quello che è venuto prima e gli conferisce una coerente unità: Enzo e Mary sono due volti dolenti tra i tanti che popolano le vie della città vecchia, ai margini non solo della società ma anche di questo tempo. Per questo, le immagini dei cineamatori genovesi che testimoniano i luoghi e la vita della città nel corso del ‘900 restituiscono una collocazione a questa storia privata. L’operazione è tra l’altro simile a quella di Radio Singer di Pietro Balla, presentato sempre al Torino Film Festival nella sezione Italiana.doc: in questo caso il commento sonoro alle immagini di repertorio è costruito (o ricostruito o addirittura riscritto, ma, come già per Radio Singer, non ha importanza) a partire dalle audiocassette che Enzo e Mary si scambiavano come corrispondenza dal carcere, e il fluido accostamento tra i due materiali conserva un margine di mistero fino allo scioglimento finale. È proprio alla fine che si manifesta il coraggioso rigore del regista, classe 1976: sembra che Pietro Marcello abbia resistito alla tentazione di abusare della prestanza incredibilmente cinematografica dei suoi due protagonisti, che abbia saputo rinunciare lucidamente al superfluo (seppur piacevole) per mantenere la rotta del suo film, a differenza, ad esempio, di Come mio padre di Stefano Mordini – sempre TFF, sezione Festa mobile – che un po’ sbanda sull’onda della fascinazione per le storie e i volti scovati negli archivi. La bocca del lupo, invece, lascia Enzo e Mary al loro sogno bucolico e punta a un epilogo letterario, che si riallaccia al prologo, tra la poesia di Franco Fortini e il romanzo verista di Remigio Zena che dà il titolo al film: con questo respiro più ampio comprende così la sorte di tutti i disperati della città, cui non resta che stringersi attorno a un fuoco o a un focolare.

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26enne marocchino ruba portafoglio a viados: denunciato.

Antonia |

Un marocchino di 26 anni è stato denunciato per furto aggravato dopo aver rubato ieri sera il portafogli a un viados nella zona della Caorsana. Il transessuale, intorno all’una, ha infatti chiesto aiuto a una volante che stava transitando, fornendo una descrizione dettagliata dei due individui che lo avevano avvicinato poco prima con una scusa. La polizia li ha trovati in via Colombo, poco dopo, nei pressi di un chiosco mentre stavano bevendo della birra. Uno aveva addosso ancora il portafogli della vittima ed è stato quindi denunciato. Per entrambi è inoltre scattata la segnalazione per ubriachezza.
Fonte: http://www.radiosound95.it/news/news.php?news=24217

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In Thailandia incoronata Miss Transessuale 2009

Antonia |

miss_trans-300x245Ha 37 anni ed è giapponese la trans più bella del mondo.

La transessuale più bella del mondo si chiama Ai Haruna. Trentasettene giapponese è stata eletta Miss International Queen 2009 tenutosi a Pattaya in Thailandia. Seconda classificata è stata la brasiliana Daniela Marques e terza la thailandese Kangsadal Wongdusadeekul. Commossa Ai Haruna si è detta molto felice della vittoria sottolineando l’importanza della manifestazione.

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A qualcuno piace uomo! La vita non facile dei transgender italiani

Antonia |

Li incontri per strada, al bar, nel centro commerciale, ogni tanto uno te lo ritrovi accanto sull’autobus. Ci sono anche italiani/e, ma la maggior parte di loro viene da Paesi lontani dal nostro: ci sono i sudamericani/e, i brasiliani/e, i colombiani/e. Sono i trans e le trans d’Italia che entrano silenziosi nel fluire della tua vita e cominciano a fare shopping, uscire a cena piuttosto che in discoteca, comprare nei supermercati. Generalmente si chiamano transessuali, ma loro amano definirsi transgender. Dovrebbero essere cittadini come gli altri ma non lo sono. Di loro spesso conosciamo il lato più oscuro, quello di un “integrazione difficile” che crea scompiglio e fa notizia sulle pagine dei giornali. Soprattutto quando diventano i protagonisti dell’ennesimo scandalo politico-giudiziario. Come è stato per via Gradoli. Il caso Marrazzo che improvvisamente ha acceso i fari dell’informazione , e dello scandalo in salsa emotiva tutta italiana. Perché tutti si lanciano sullo scoop, tutti si improvvisano esperti o tuttologhi di questo mondo sommerso che in realtà nasconde ben altre sfaccettature. Molte della quali di “normale” difficoltà quotidiane.
Senza la pretesa di esaurire in todo la complessità di un mondo, quello degli uomini (e delle donne!) transgender che da qualche tempo è salito agli “onori” della cronaca, cercheremo quantomeno di chiarire qualche concetto. Che si spera interessante. Innanzitutto, trattandosi di trans-izione da un genere all’altro, occorre sapere che il mondo transessuale riguarda entrambi i sessi. Nel senso che esistono transessuali che da uomo “transitano” a donne (in acronimo MtF cioè man to female) e trans che passano da femmine a uomo (FtM, female to man). Quindi, anche per una forma di rispetto verso chi, fino a prova contraria, è libero di disporre del proprio corpo come meglio crede, l’articolo da usare fa la differenza perché non si tratta solo di un dettaglio grammaticale. Ecco perché, se proprio si vuol esser precisi fino in fondo, nel caso di transgender MtF i termini transgender/transessuale vanno declinati al femminile (UNA donna transessuale). Mentre – al contrario – nel caso di FtM i termini transgender/transessuale andranno declinati al maschile (cioè un UOMO transessuale). E’ facile fare confusione tra il femminile e il maschile. Ma questa è la regola. Altro mito da sfatare è l’associazione trans uguale prostituzione. I trans in Italia (sia uomini che donne) secondo alcune stime sarebbero circa 15-20 mila. Ma solo una piccolissima parte si prostituisce. Il motivo? Se l’equazione è trans sta a trasgressivo come sesso sta a prostituzione, il risultato sono porte chiuse in faccia, zero dignità e discriminazione. Sia in ambito lavorativo che sociale. Perfino il datore di lavoro più “openmind” troverebbe più di qualche difficoltà davanti al dubbio di fronte a una lei/lui di cui si fa “fatica a comprendere” Perchè “essere” trans significa sbattere la testa con il rifiuto totale, non avere i documenti a posto in accordo con ciò che si sente di essere. Questo perché lo stigma sociale diventa più forte di ogni motivazione e autodeterminazione. “Il terzo sesso” spaventa troppo (o attira e non lo si può dire in giro?), è contrario al “buon costume”, quasi che il timbro della voce dica più cose di quelle che un corpo ( e una cervello) possa svelare in seguito. “Indistinguibili” i trans e le trans d’Italia sono confusi/e con i travestiti (uomini che si vestono da donne), con gli ermafroditi e con gli omosessuali (possono esserci invece sia trans etero che omosessuali ossia persone che dopo l’operazione per cambiar sesso sono attratte da persone dello stesso (nuovo) sesso). Tutto finisce nel frullatore mediatico sotto l’aggettivo “diversi” e/o perversi. Salvo poi glissare sulle tante aggressioni che al di fuori del ” Grande Fratello” o dell’Isola dei Famosi” si consumano percorrendo trasversalmente da Nord a Sud il “Bel Paese”. Esclusi dalla legge sull’omofobia, costretti a vivere in monolocali da 45 metri a 700-900 euro al mese (perché non bisogna sapere di averli/e nel condominio però fa comodo “imporre” il prezzo alto del “disagio”, soprattutto se a nero dal fisco), quelli che “campano” alla meglio li trovi sulla Salaria e sulla Colombo a Roma, nascosti alle pattuglie dietro un cespuglio. O sulla Tiburtina, sulla Casilina e Prenestina, sulla Salaria e nei dintorni della stazione Termini. A sfidare le ordinanze anti prostituzione, gli zingari ubriachi e qualche figlio “bene” che con la macchinona di papà si sente autorizzato a insultare e provocare. Come se ci si trovasse di fronte a fenomeni da circo. E’ lo stigma che spinge a prostituirsi lo ricordiamo. Quelle labbra gonfie e quei muscoli aspetteranno li, ignorando la tristezza di una vita quotidiana lontano dalle proprie famiglie, dalla loro doppia vita, da un’identità di genere che, sebbene trans, nasconde ben altro che una “prestazione” consumata dietro un cespuglio.

Daniele Memola

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Luxuria al Calatiafestival

Antonia |

Maddalon 9 dicembre alle ore 20.30, presso la sala Gebbia della Biblioteca Comunale si terrà il quinto appuntamento in programma per la sezione Editoria CalatiaFestival, giunto quest’anno alla settima edizione. Ospite de I Teatrando e del direttore artistico Emanuele Esentato sarà Vladimir Luxuria, la transgender più famosa d’Italia. Artista ed ex parlamentare, nata a Foggia nel 1965 come Vladimiro Guadagno, Luxuria presenterà “Le favole non dette”, edito da Bompiani. Dopo esser stata per anni la regina indiscussa del Muccassassina, storico locale gay romano, – a cui ha sempre affiancato una grande partecipazione alla battaglia in favore dei diritti civili di tutte le minoranze – il suo impegno politico la porta ad essere eletta nel 2006 alla Camera dei Deputati. I suoi sette racconti sono la rivisitazione in chiave moderna di celebri favole, narrate con un taglio di una delicatezza e di una sensibilità estrema. Il maggior pregio di questi scritti è senza dubbio l’aver creato una perfetta sinergia tra personaggi e la natura e le cose che li circondano. Tra magia e sogno, pregiudizio, amore e indifferenza, Vladimir Luxuria dedica queste favole agli uomini e alle donne di oggi, al mistero dell’animo umano, a quello che non si dice ma che riempie di bellezza le nostre vite.

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