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E dopo le svastiche alla mostra di Transfobia a Torino, minacce al fotografo
E dopo le svastiche alla mostra di Transfobia a Torino, minacce al fotografo sul sito di Forza Nuova
pubblicato: martedì 05 gennaio 2010 da Desperate Gay Guy in: Arte e cultura Omofobia Cronaca Internet

Alla mostra di Torino, “Generi di prima necessità”, erano apparse svastiche e croci celtiche, disegnate e incise su un quadro proprio per danneggiare e macchiare questa sequenza fotografica sulla visibilità trans. E, un nuovo tassello si aggiunge a questo spettacolo già indecoroso e squallido: l’Ufficio Stampa Coordinamento Torino Pride lgbt ha denunciato messaggi minatori apparsi sul sito di Forza Nuova, chiedendome immediatamente la cancellazione. Read the rest of this entry »
Vladimir Luxuria protagonista a R101
L’universo maschile e quello femminile raccontati da una voce d’eccezione, quella di Vladimir Luxuria, l’ex parlamentare transgender più famoso d’Italia. L’universo maschile e quello femminile raccontati da una voce d’eccezione, quella di Vladimir Luxuria, l’ex parlamentare transgender più famoso d’Italia. Il palinsesto di R101, la radio del gruppo Mondadori, si arricchisce così di una nuova star irriverente e spregiudicata, che proprio in questi giorni ha annunciato la sua intenzione di diventare presto una donna a tutti gli effetti attraverso un’operazione chirurgica. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 14, Luxuria e la conduttrice di R101 Laura Basile si lanciano alla scoperta delle molteplici sfaccettature che ora distinguono ora avvicinano gli uomini e le donne: sogni, contraddizioni, riflessioni, scherzi, lacrime, sorrisi e ricordi. “Siamo donne!” è l’ironico slogan di Vladimir Luxuria e Laura Basile, impegnate a indagare sulle due metà del cielo anche grazie al contributo degli ascoltatori di R101: che possono scegliere le canzoni da mandare in onda, ma solo in cambio di una testimonianza, un aneddoto personale raccontato in diretta.
Fonte: http://www.affaritaliani.it/entertainment/vladimir_luxuria_radio110909.html
Eva Robins: una donna con gli … attributi !

Le qualità nascoste della transgender più famosa d’ Italia in mostra a Forte dei Marmi, bikini ridotto che non riesce a nascondere quel qualcosa in più
Padania trans, il sito escort col bollino leghista
Bossismo hard. Grafica verde e solo annunci dall’Umbria in su, certificati “politicamente”, per i lumbard a caccia di trasgressione, di Stefano Ciavatta.
Strada della Rovinaglia, transessuale piacentino malmenato
M.B., transessuale piacentino di 26 anni, ha chiamato ieri sera la polizia verso le 23 davanti al “Bar-a-onda” di via Colombo dicendo di essere stato rapito. Un cliente straniero, infatti, non avrebbe saldato il conto di un rapporto, cacciandolo a forza fuori dall’auto. Il piacentino ha riportato qualche escoriazione.
Sembrava un normale cliente. Ma al momento di saldare il conto ha preferito darsela a gambe, lasciando M.B., 26enne transessuale piacentino, con un pugno di mosche in mano. E, soprattutto, con qualche escoriazione sulle braccia. Almeno stando al racconto di quest’ultimo.
Pisa: Trans inchioda i suoi aggressori e poi denunciato per clandestinità
Nonostante fosse consapevole di essere clandestino, un transessuale brasiliano ha denunciato alla polizia di essere stato malmenato e rapinato da tre giovani pisani permettendo il loro arresto. Il trans è stato a sua volta denunciato per il reato di clandestinità. L’aggressione è avvenuta nella notte tra lunedì e martedì scorsi lungo la strada dove il brasiliano, domiciliato a Viareggio, aspetta i clienti. I tre pisani arrestati hanno 30, 20 e 18 anni, sono incensurati e avevano portato via al brasiliano 300 euro. Erano arrivati a bordo di un’auto di cui, dopo l’aggressione subita, il transessuale è riuscito a prendere il numero di targa e a darlo alla polizia.
Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/143912
I radicali presentano un’interrogazione parlamentare
BARI – Una interrogazione parlamentare sulla vicenda di Luana Ricci, transessuale, maestro del coro della cattedrale e della diocesi di Lecce licenziata dopo avere cambiato sesso è stata presentata ai ministri per le Pari opportunità, per i Beni Culturali e degli Interni, dai deputati radicali-Pd Elisabetta Zamparutti, Maria Antonietta Farina Coscioni, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Matteo Mecacci, Maurizio Turco.
Nel documento si chiede se i ministri “non ritengano che il comportamento della Curia di Lecce sia gravemente lesivo della dignità umana e confermi l’evidente pregiudizio della Chiesa cattolica verso le persone transessuali”. Si chiede anche “quanti sono i casi di persone transessuali discriminate in Italia e quali iniziative il Governo ha avviato per aiutare e sostenere le persone transessuali che subiscono spesso discriminazioni e soprusi”.
Omofobia, non è un concetto neutro. Mercoledì 9 manifestazione sui ponti fiorentini
In occasione della manifestazione contro l’omofobia che si terrà mercoledì 9 a partire dalle ore 19 sui ponti fiorentini pubblichiamo questa riflessione di Azione Gay e Lesbica Firenze
Lesbiche, gay e trans osservano il mondo da una prospettiva obliqua, e in questo modo aggiungono al mondo stesso un punto di vista altro. Siamo imprevisti/e/* come chi arriva da lontano, come chi arriva dalla povertà.
Organista cambia sesso: “Via dalla cattedrale”
Torna a fiorire l’antica femmenella napoletana/2
Pubblichiamo la seconda parte dell’articolo di Carmine Urciuoli “Femmenelle alla riscossa” pubblicato in forma ridotta su Pride di Giugno. La prima parte è qui
[2] L’idea dell’associazione è stata ispirata anche dal lavoro di Massimo Andrei, raffinato regista di Mater Natura, che narrava le vicende di un gruppo di femmenelle (e trans) in fuga dalla città che si trasforma (il personaggio Europa, interpretato da Enzo Moscato, è un femmenella). Il regista è tornato sull’argomento con il documentario Cerasella, ovvero l’estinzione della femmenella prodotta dalla casa di produzione Mater con il contributo della cattedra di psicologia clinica dell’Università Federico II di Napoli diretta da Paolo Valerio.
DAL MIT UN LIBRO BIANCO SULL’OMOFOBIA DA PORTARE A STRASBURGO
Il 9 settembre la presentazione della prima bozza. Porpora Marcasciano (vicepresidente Mit): ”Le violenze di questi giorni contro gay e trans hanno un’evidente matrice politica di destra ed estrema d.
Un libro bianco da portare al Consiglio d’Europa e al Tribunale dei diritti umani di Strasburgo. E’ quello che il Mit (Movimento identità transessuale) sta stilando su temi scottanti e drammaticamente attuali come l’omofobia e la violenza che circonda il mondo gay e trans. La prima bozza sarà presentata mercoledì 9 settembre alle 18 alla Festa dell’Unità di Bologna da Porpora Marcasciano, vicepresidente del Mit, e Amalia Macri di Amnesty International. “Presenteremo il Libro Bianco ad Amnesty per dare un respiro europeo alla nostra causa – spiega Porpora Marcasciano –, visto che le nostre denunce rimangono inascoltate in Italia”. Una critica rivolta non solo al governo centrale, ma anche all’Emilia Romagna. Già il portavoce regionale di Arcigay, Flavio Roamni, ha invitato la regione a prendere una posizione più netta sui recenti atti di violenza contro gli omosessuali, approvando finalmente una legge “per tutelare gay, lesbiche e trans dalle discriminazione”. “È arrivato il momento che le istituzioni si diano una mossa – conferma Marcasciano –. Non conosco i motivi della battuta di arresto della legge, spero che si ricordino di includere, oltre l’omofobia, anche la transfobia”.
Sono i pregiudizi i veri orchi delle mie favole
SUVERETO. «Gli abitanti del paese ci credevano.
Qualcuno giurò di averlo visto per metà uomo e metà animale nascosto nei cespugli.
Altri di averlo sorpreso, con tanto di corna, all’ombra degli alberi o al fresco del lavatoio a ripararsi dal caldo del sole d’agosto.
Altri addirittura ne descrivevano le zampe da caprone e gli zoccoli spaccati al posto dei piedi mentre si arrampicava sui monti lontani.
«Alle donne che erano rimaste incinte prima di sposarsi conveniva dire di essere state “importunate” dall’essere mostruoso, rannicchiato vicino al cimitero appena fuori dall’abitato. Nelle notti estive si confondeva il rumore del vento con il suono della sua siringa…».
Inizia così «La donna-uomo», il primo dei lunghi racconti contenuti nel libro edito da Bompiani e intitolato “Le favole non dette”: sei racconti di bambini che si scoprono diversi e che lottano per diventare se stessi, migliorando la società in cui vivono. Li ha scritti Vladimir Luxuria, la transgender più famosa d’Italia, che presenterà il libro questa sera (ore 21,30) al Chiostro di San Francesco per la rassegna “Gli incontri del Chiostro”, e che si dihiara indignata per quanto sta accadendo a Roma. «La violenza, dice, non è mai il giusto modo per esprimere le idee o il dissenso e poiché viviamo in un’epoca intrisa di violenza il mondo politico dovrebbe stare attento a non fomentare l’odio, facendo apparire i gay o i diversi come socialmente pericolosi».
E motivando la scelta di cimentarsi in raccontatrice di favole, spiega: «Potevo rivelare quel che accade dietro le quinte dell’Isola dei Famosi, o nella vita in parlamento, o ancora scrivere dei vizietti di alcuni onorevoli. Invece ho preferito parlare di diversità, un tema che riguarda tutti e non solo i gay».
Perché ha intitolato il libro “Le favole non dette”?
«Perché per tanto tempo di certi temi non se ne è potuto parlare. E io l’ho voluto fare con il racconto di quei bambini, che lottano per farsi uno spazio nella società e migliorarla. Per cambiare non il loro stato, ma il contesto sociale e i pregiudizi, le vere streghe e i veri orchi delle mie favole».
Un libro il suo decisamente autobiografico
«Di me c’è tanto, sia per l’adolescenza, che per i libri che ho letto all’università, per l’esperienza politica e anche televisiva. Ma la sofferenza non è solo un fatto mio, poiché sono tante le persone che hanno sofferto e soffrono perché considerate diverse»
Tutte le favole sono a lieto fine. Tranne “La sirenetta di cemento”, protagonista Manuelito, che dopo essersi trasformato in Ofelia, non senza sofferenze e difficoltà, si lascia morire perché non accetta il rifiuto dell’uomo che ama.
«E’ la riscrittura di “La sirenetta” di Hans Christian Andersen, che racconta una donna metà uomo e metà pesce. E invita tutti a non fare cambiamenti per gli altri, ma per se stessi. La scelta di cambiare che non è dettata da un motivo interiore, ma dalla voglia di conquistare una persona, è infatti sbagliatissima e non porta mai alla felicità».
A proposito di cambiamenti. E’ vera la notizia di questi giorni sulla sua decisione di diventare donna a tutti gli effetti?
«Per dirla alla Patty Pravo è un “pensiero stupendo” che nasce un poco strisciando… Un’ipotesi ponderata, come tutte le mie scelte. In ogni caso immaginatemi con la cuffietta in testa su una barella, mentre vado in sala operatoria e poi si vedrà».
Cambiando sesso cambierà anche il nome
«Mi piacerebbe trasformare quello attuale in Vlady Lux».
Fonte:
Lido di Classe, il paesino dei trans che è un caso… all’estero
Il curioso caso di Lido di Classe arriva in Gran Bretagna, sull’Indipendent . I residenti, nella frazione di Ravenna, sono 438 (196 donne e 242 uomini), ma ci abitano, inverno ed estate, non più di 250 persone. Ma in questa stima non rientrano i transessuali. Che sono più degli abitanti. Andiamo con ordine. Quanti sono in viados in giro per il paesino balneare della riviera romagnola? Secondo l’ultimo ‘censimento’ ufficiale del Comune i viados, che in media sono due per ogni appartamento, occupava 48 abitazioni, per 12 mesi l’anno. Quindi: come minimo sono cento, forse anche 200. Duecento trans per 250 residenti effettivi. Lido di Classe, rinomata località turistica della riviera romagnola, vicinissima alla movida di Milano Marittima, è diventato un caso internazionale, ma i giornali italiani non ne parlano.
La piccola località è sbarcata sulle colonne di uno dei più prestigiosi quotidiani del mondo. E tempo fa era anche stato ripreso da El Mundo La realtà della prostituzione e dell’incredibile numero di trans nel paesino viene raccontata da un reportage sul “The Independent” di Londra. Un viaggio nella sempre più numerosa popolazione di trans che ha affollato la cittadina ravennate creando non poche polemiche a malumori tra i residenti della zona: ma anche un business non da poco, con affitti che arrivano a 2mila euro al mese.
L’ESCALATION DI VIOLENZE CONTRO LA COMUNITA’ LESBICA, GAY E TRANS DIVENTA OCCASIONE PER MILITARIZZARE LE ZONE DEL VIZIO
L’ESCALATION DI VIOLENZE CONTRO LA COMUNITA’ LESBICA, GAY E TRANS VIENE SMINUTA
E DIVENTA OCCASIONE PER MILITARIZZARE LE ZONE DEL VIZIO
Accoltellamenti che nelle parole dell’aggressore, subito trasmesse in
tv, diventano innocue bottigliate. Bombe carta che il telegiornale
chiama petardi. Incendi dolosi non cosi’ gravi, dato che colpiscono la
discoteca chiusa.
E su tutto questo l’amministrazione di Roma che nega che ci sia
intolleranza e che offre polizia a protezione della gay street.
Se proprio volete usare mezzi repressivi, usateli contro i pulpiti e
arrestate politici catto-mentecatti che propagandano l’odio contro
lesbiche, gay e trans. Mettete le telecamere per identificare chi
vuole curare gli omosessuali e fate tacere i puttanieri devoti.
Le camionette davanti ai nostri locali servono solo a spaventare noi e
a svuotare i nostri spazi. Quello che serve a noi e’ il rispetto
delle nostre persone, delle nostre scelte. Chi parla di amori deboli
e di vere donne e veri uomini e’ l’ispiratore dei delitti che
aumentano.
Diritti ai singoli, alle coppie, alle associazioni lgbt, questa e’ la
cura contro l’omofobia.
Fonte:
“Città insicura”, protesta alla Gay street

I commercianti hanno paura. I baristi pure. I ragazzi e le ragazze che di notte passano qualche ora sorseggiando una birra in via San Giovanni in Laterano, di fronte al Colosseo, nella Gay Street romana, ormai vanno in giro soltanto in gruppo. «E chi si avventura più da solo?» dice Fabio, 27 anni, attore e frequentatore abituale del Coming Out, il primo locale gay friendly aperto nella via. «Abbiamo paura, sì. Ed è la cosa più terribile che ci potesse essere fatta. Perché con la paura cosa fai, come combatti? Speriamo solo di non finire paralizzati, di non tornare a chiuderci in casa, di non renderci nuovamente invisibili, come eravamo fino a pochi anni fa. Per questo siamo qui, stasera».
MissItaliaTrans… verso la maggiore età

Prima di concludere questa parentesi estiva di collaborazioni della nostra Associazione (mai andata in ferie), volevamo condividere con voi l’esperienza di aver partecipato (molto concretamente) alla 17° edizione di Miss Italia Trans. Read the rest of this entry »
Basteranno le fiaccole a salvarci dall’omofobia?
La ventata omofobica che sta investendo l’Italia è ormai un’evidenza, ma altrettanto evidente è la reazione scomposta e disorganica del movimento lgbt davanti a questo allarme. I fatti gravi di Roma, ma anche le numerose aggressioni nel resto d’Italia, anzichè concentrare l’azione delle associazioni l’ha dispersa in una miriade di comunicati stampa di solidarietà, ciascuno rivolto all’aggredito più “prossimo”, politicamente o geograficamente. L’estrema frammentazione del movimento lgbt in Italia non era certo una novità, anzi la chiamerei piuttosto un motivo ricorrente che di tanto in tanto satura il dibattito mettendo in stand-by lacune ed emergenze che riguardano le nostre istanze in questo Paese. In Italia, insomma, siamo abituati a vedere il Pride delle bionde e quello delle more, a caratterizzare, cioè, il nostro manifestare in maniera – paradossalmente – pregiudiziale, dimostrandoci più bravi a mostrare i nostri loghi che a formulare delle richieste. Il risultato, in questi giorni di emergenza, è un’inflazione di fiaccolate, convocate ognuna in un luogo e un’ora diversi e soprattutto rivendicate ciascuna da soggetti diversi del cosiddetto movimento. In più c’è la politica, quella che parla senza fare (e in questo caso pure loro convocano una fiaccolata), ma soprattutto quella che è ormai presenza fissa nei luoghi di intrattenimento gay, dove si va per parlare e per raccogliere voti, è evidente, perchè leggi e provvedimenti da che mondo è mondo non si fanno di certo in discoteca. Ma poi, si sa, il politici sono quelli che al momento giusto risolvono il problema – un’autorizzazione o una licenza, chiaramente – quindi guai a negargli il bagno di folla o la visita al capezzale del gay pestato. In questo oceano di parole a vanvera, però, va tenuta presente una cosa: in Italia non sono in discussione leggi sulle unioni civili e per quanto riguarda l’omofobia il progetto di legge di Paola Concia non sembra incluso nell’agenda politica di questo Parlamento.
Avvenire/ Silvio Sircana ad Affaritaliani.it: “Solidarietà a Boffo, parallelismi con il mio caso”
Parla l’ex portavoce del governo Prodi, che nel 2007 finì nella bufera per alcune foto, in cui la sua auto era immortalata nel passare vicino a un trans. “Questo modo di fare e usare informazione lo trovo violenza allo stato puro… Il mio peccato è stato guardare e passare nella strada sbagliata al momento sbagliato”. Riguardo al congresso Pd: “Sono ancora equidistante”. Veltroni fece cadere Prodi? “Il governo ricevette calci negli stinchi anche da Fassino e Rutelli”
![]() Silvio Sircana |
Una fiaccolata per l’uguaglianza sociale di gay, lesbiche, transessuali e transgender, l’8 settembre in Piazza Duomo
Filmato: WE HAVE A DREAM – CONTRO L\’ODIO E LA VIOLENZA SU GAY, LESBICHE, BISEX, TRANSGENDER
Non è la prima volta che la comunità omosessuale è vittima di aggressioni feroci e incomprensibili. Ma i picchi di violenza degli ultimi tempi sembrano aver superato la soglia di sopportabilità. La prima naturale reazione è stata quella di manifestare contro l’omofobia a Roma lo scorso 28 agosto. “We have a dream” si è chiamata la prima fiaccolata di un gruppo di uomini e donne (omosessuali e non).
Luxuria: «Ho deciso di operarmi. Diventerò donna e mi chiamerò Luxy»
Per abbattere l’ultima barriera le manca un po’ di coraggio. Ma Vladimir Luxuria è decisa: presto diventerà donna a tutti gli effetti. Quando succederà fuori dalla sua porta comparirà un fiocco rosa, a testimoniare la nascita «di una nuova vita», e il suo nome cambierà da Vladimir a «Luxy».
Che l’ex deputata di Rifondazione abbia deciso di operarsi per cambiare sesso l’ha rivelato al settimanale In, Solange, il sensitivo dei vip. E la diretta interessata ha confermato. «Ammetto che ci sto pensando – dichiara Luxuria – e, se eventualmente dovessi farlo, lo farei per amore e rispetto verso me stessa e non certamente per piacere agli uomini. Questa volta, però lo farò in gran segreto, probabilmente all’estero. Quando mi sono operata al seno e al naso, infatti, c’è stato un gran parlare e vorrei evitare che un’altra volta una decisione così intima diventasse motivo di gossip». A separare l’attivista transgender dall’ultimo passo c’è «anche la componente della paura: paura dell’anestesia, dell’operazione e, soprattutto, paura del dolore fisico che nel caso di questo intervento è molto forte». I tempi dell’operazione comunque «non sono ancora definiti. Anche perché, avendo deciso di farla all’estero, devo prima risolvere delle cose, fare le visite e gli esami opportuni».
«Sono sempre stata convinta che l’autodeterminazione sia una cosa molto importante – continua Luxuria, che attualmente ha progetti per la radio e per il teatro – e che le scelte che si fanno sul proprio corpo devono essere fatte solo per se stessi e non per piacere agli altri. Ultimamente la voglia di operarmi è affiorata in me prepotentemente. Sto seguendo anche una psicoterapia – conclude l’ex deputata e trionfatrice de L’isola dei famosi – perché ovviamente bisogna accompagnare questo percorso anche da un punto di vista psicologico visto che si tratta di operazioni irreversibili. Quando tutto sarà a posto potrò tentare di fare il passo decisivo». Per festeggiare il cambiamento di sesso, che lei preferisce chiamare «rettifica del sesso», metterà un fiocco rosa alla sua porta: «Rappresenterà la nascita di una nuova vita».

