Coordinamento Trans Sylvia Rivera

TRANSFOBIA? No grazie …

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 Con grande rammarico, ci ritroviamo nuovamente ad assistere a complesse discussioni sull’omofobia e la trans fobia, cosa le distingua, cosa le accomuni.
Complesse discussioni, perché è difficile capire dov’è il problema.
Sono anni che chiediamo ai nostri compagni e compagne del movimento, così chiamato, GLBT, di aggiungere al concetto di lotta contro l’omofobia anche quello di lotta contro la trans fobia, ma sembra che tante persone fanno fatica a capire la differenza tra le tematiche relative all’orientamento sessuale e quelle inerenti l’identità di genere.
Questo, per il movimento trans, è un problema: vuol dire che, per l’opinione pubblica, e persino per gli stessi componenti del movimento, non esiste un’informazione ed una percezione corretta in ordine alla specificità del transgenderismo e dei disturbi dell’identità di genere.
Nella società di oggi, dovrebbe essere chiaro a tutti che alcune persone, che affrontano un faticoso percorso per adeguare la propria identità fisica a quella psichica, si trovano sistematicamente escluse dai canali di accesso al lavoro, alla casa, allo studio, con la conseguenza di restare completamente isolate e private in molti casi persino del minimo sostentamento per sopravvivere.
Di chi è la colpa?
Forse siamo noi i colpevoli; colpevoli di esseri nati.
Il problema di una minoranza, come siamo noi, non interessa a nessuno, tanto meno al tramonto della democrazia di questo Stato clericale, capitalista, militarista e totalitario.
Questa per me non è una novità.
Attualmente, in Italia, si ripete un meccanismo tipico del fascismo, cioè si dà un “contentino” al popolo, così stanno buoni e zitti, come si fa con i bambini viziati.
Ci pare che lo stesso stia avvenendo con il movimento GLBT, da parte delle Istituzioni, che nascondono dietro la maschera di piccole elargizioni di facciata, l’indifferenza ed il disprezzo di chi le gestisce.
Noi, questo contentino, non lo voglio, né dallo Stato, né dai Gay, né dalle Lesbiche.
Vogliamo, o meglio pretendiamo, come diritto, una Legge che assicuri pieni diritti alle persone transessuali: avere un lavoro, una casa, una laurea e, soprattutto, avere un documento d’identità coerente con l’identità psico-fisica, senza sottomettersi a nessun tipo di discriminazioni.
Vogliamo che le persone trans gender siano lasciate libere di vivere serenamente la propria esistenza, di rapportarsi con gli altri, di circolare, divertirsi, riunirsi. Di vivere e di amare.
Se tutte le persone transessuali avessero questo, allora la legge contro la trans fobia non servirebbe.
Leila Daianis
Presidente della Associazione di Volontariato Libellula

Fonte: http://www.libellula2001.it/transfobia-no-grazie/#more-181

Written by Antonia

ottobre 7th, 2009 at 10:01 pm

Posted in Comunicati stampa

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