Coordinamento Trans Sylvia Rivera

IL CASO

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Dopo la infelice disavventura del Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, abbiamo potuto constatare ancora una volta come in Italia si manifesta la teoria politica-clericale: “ SI SA CHE ESISTE MA NON SE NE PARLA”.

Quanti uomini, famosi e non, andranno con le trans a pagamento e non lo sappiamo? Forse non lo sapremo mai, perché chi ha soldi se la può permettere, una scappatella.  E’ la legge del capitalismo.

Uno dei più importanti astro-fisici del mondo è sposato con una donna transessuale brasiliana ed un altro genio dell’economia  è anch’egli sposato con una donna transessuale. Non si sanno i loro nomi, perché nei paesi dove vivono c’è molto rispetto per la privacy.

In Italia non c’è ancora la consapevolezza di quanto è importante la privacy, né di quanto sono importanti le parole cristiane “ Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Inoltre, si fa molta confusione con i concetti di vita privata e di vita pubblica e si tiene ben riservata  la vita privata di un uomo pubblico, non per rispetto, ma per tenere certe informazioni riservate, come uno  strumento di ricatto, da usare quando conviene all’avversario.

C’è poi il problema, per così dire, dell’entità dello scandalo: è molto più comune (e tollerato) per gli uomini accompagnarsi con donne (biologiche) a pagamento, perché si offre un’immagine di maschio virile. Viene in mente la figura di Benito Mussolini

Ma quando  la donna è trans, si scatena la tempesta  e si viene veramente sputtanati come bisessuali: le più colpite sono le trans, che vengono messe al rogo senza pietà. Si scrive nei giornali “un travestito” o, meno offensivo, “un trans”, per confermare che sono maschi.

Secondo me, è l’atteggiamento tipico di un paese dove le nostre pulsioni sessuali sono represse da circa 2.000 anni: siamo costretti  a crescere con l’idea che esistono solo due sessi, il maschile e il femminile, e un solo orientamento sessuale, quello etero. La trasgressione deve essere consumata di nascosto.

Il male di tutto questo è l’ipocrisia ed il proibizionismo che nelle nostre  istituzioni, puramente clericali, sono molto diffusi. Si vede molto bene, sottilmente e artisticamente, nei film di Federico Fellini.

Contesto l’impostazione politico-sociale di abbinare la transessualità alla prostituzione: sembra quasi che tutti  ignorino che esistono pure transessuali che non si prostituiscono e nessuno immagina quali difficoltà incontrino queste persone nel trovare un lavoro o una casa in affitto.

Comunque, alla famiglia del Signor Marrazzo va tutta la nostra solidarietà. E anche alle persone transgender coinvolte in questo accanimento politico giornalistico.

Leila Daianis

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Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 5:12 pm

Posted in Comunicati stampa

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