Archive for settembre, 2009
SVEZIA. GLI UOMINI POTRANNO AVERE NOME DA DONNA Accolto il ricorso della transessuale Jan Olov Agren
| Stoccolma. In Svezia in futuro gli uomini potranno portare un nome da donna e le donne usare un nome maschile: lo ha deciso il massimo tribunale amministrativo svedese, il Regeringsraetten, accogliendo il ricorso del transessuale Jan Olov Agren contro il potente Fisco svedese che da anni non accettava Madeleine come suo secondo nome. Così come le due istanze precedenti anche il Regeringsraetten ha dato ora il via libera, con una sentenza inappellabile e che diventa un precedente valido, all’uso del nome Jan-Olov Madeleine Agren.
In base a questa sentenza da ora in poi qualsiasi svedese potrà scegliersi un nome maschile o femminile da aggiungere a quello originario, con l’unica limitazione «che esso non provochi disgusto o malessere». E questo non è certamente il caso per i nomi dell’altro sesso, fanno notare i giudici. |
E la Lega si sentì discriminata dalla legge sull’omofobia
Il 22 novembre 1989, a Bergamo, viene firmato davanti ad un notaio l’Atto Costitutivo e il testo dello Statuto della Lega Nord. Il movimento nasce ufficialmente a dicembre dello stesso anno, guidato da Umberto Bossi. Incontrando poco tempo dopo un conoscente, omosessuale dichiarato e militante, chiesi come poteva stare in un movimento che voleva dividere l’Italia e che forse non vedeva di buon occhio l’omosessualità. Mi spiegò che se ne era parlato in sezione e che nessuno aveva fatto obiezioni. Anzi, mi disse esaltato, l’omosessualità non era un marchio di infamia per la Lega e che forse, proprio lui, avrebbe formato un gruppo di omosessuali nel partito di Bossi, con la benedizione dei suoi dirigenti. Rimasi scettico e lo avvisai che se fosse riuscito nell’intento, sarei stato felice di farne parte.
Qualcosa, con l’andare degli anni, deve essersi incancrenito; si sono forgiate più le spade che le ragioni; il successo di popolo li ha allontanati, senza fatica, dai buoni propositi e sull’omosessualità come sugli immigrati, si è inserito il tarlo dell’intolleranza e dell’aberrazione. Il “cielodurismo di Bossi, tracciò la linea immaginaria tra loro e noi, tra la politica del potere e quella del disprezzo verso i “diversi”.
PISA. DERUBANO UN «VIADO», ARRESTATI
La Nazione: “Bravata pagata a caro prezzo per tre ventenni marinesi di buona famiglia”
UNA BRAVATA pagata a caro prezzo da tre giovani pisani di buona famiglia’, finiti nella casa circondariale Don Bosco dopo aver derubato un transessuale. I protagonisti di questo ennesimo squallido episodio microcriminalità sono tre ventenni che abitano a Marina di Pisa. C.A. di 28 anni, S.M. di 22 anni ed E.V di 21 anni sono stati tratti in arresto dalla polizia perché responsabili, in concorso tra loro, del furto con strappo in danno di un viado ventiquattrenne. QUESTI i fatti. Poco dopo l’alba di sabato, erano all’incirca le 6,30, un’autopattuglia della sezione «Volanti» in servizio di perlustrazione sulla via Aurelia riceve una richiesta di soccorso da parte di un viado che poi indica ai poliziotti un’auto – una Lancia Y con tre giovani a bordo – riferendo che poco prima il terzetto gli aveva strappato la borsa con il relativo contenuto. I tre vengono inseguiti, raggiunti e fermati dagli agenti che poi li identificano. Nella loro disponibilità viene trovato denaro, il telefono cellulare e altri oggetti di proprietà del transessuale extracomunitario che erano custoditi nella borsa rubata poco prima al viado. E COSÌ per i tre giovani marinesi scatta l’arresto in flagranza di reato (furto) e, quindi, vengono immediatamente condotti negli uffici nella questura in via Lalli e, dopo aver espletate le formalità di rito, poi accompagnati i carcere, in attesa del processo per direttissima. A carico del viado brasiliano, invece, il poliziotti hanno accertato sussistere una una posizione di irregolarità in merito alla sua presenza sul nostro territorio nazionale. PERTANTO, anche il transessuale extracomunitario è stato sua volta tratto in arresto per la violazione delle normativa di legge sugli stranieri. Il giovane, parte lesa per il furto subìto da parte dei tre ventenni marinesi, all’atto del’identificazione in questura, è risultato avere in atto un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Livorno il 14 agosto dello scorso anno e del successivo ordine del questore di Milano – risalente all’11 ottobre scorso – emesso a seguito della sua dimissione dal centro di accoglienza per extracomunitari «Corelli» del capoluogo lombardo. IL TRANSESSUALE è stato così dichiarato in arresto e rinchiuso nella casa circondariale Don Bosco. Ieri mattina il viado è stato condotto in tribunale per l’udienza del processo per direttissima. Il giovane è stato poi scarcerato, dopo aver patteggiato la pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione. Infine, è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione e munito di nuovo provvedimento di espulsione e contestuale ordine del questore a lasciare il nostro territorio nazionale.
di FEDERICO CORTESI
COSTRINGEVA LA CONVIVENTE TRANS A PROSTITUIRSI
| Costringeva il convivente transessuale argentino a prostituirsi, ma è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo di Pomezia per favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina e anche per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
C.P., catanese di 39 anni, viveva con il transessuale in un appartamento di Torvaianica da dove partiva ogni sera per accompagnare l’argentino a lavorare sui marciapiedi di Trigoria. Il sudamericano era guardato a vista dal suo aguzzino che aspettava in auto, lontano dalla strada, che il convivente finisse la giornata di “servizio” per poi riportarlo a casa. Ed è stato proprio durante una delle attese che i carabinieri sono intervenuti bloccando e arrestando il siciliano. In macchina i militari hanno trovato circa mille euro in contanti, verosimilmente l’incasso della serata, qualche dose di hashish e il passaporto che l’uomo aveva sottratto al convivente, in Italia senza permesso di soggiorno, per evitare che tornasse in Argentina. Durante la perquisizione nell’appartamento di Torvaianica sono poi saltati fuori 30 grammi tra hashish e marijuana e il materiale per confezionare le dosi di droga. Stupefacenti e denaro sono stati sequestrati, il catanese arrestato mentre il sudamericano è stato espulso. |
“Uno sguardo normale”, rassegna di cinema a tematica gay, lesbica, bisessuale, transgender al Cineteatro Nanni Loy
“Uno sguardo normale… la diversità sta negli occhi di chi guarda“, rassegna cinematografica organizzata a Cagliari per il settimo anno consecutivo (è iniziata nel 2002), è partita ieri, 28 settembre, e proseguirà fino al 3 ottobre, presso il cineteatro Nanni Loy.
Sono previste le proiezioni di sei titoli a tematica G.L.B.T. (gay, lesbica, bisessuale, transgender) e la presentazione del libro “Buoni genitori” di Chiara Lalli.
Circolo L’Atomo: “Omofobia, Polledri fa confusione”
Il Circolo Arcigay L’A.T.O.M.O. risponde alla lettera dell’onorevole Massimo Polledri (Lega Nord) sul reato di omofobia.
Egregio Direttore,
Gay: associazioni, numerose adesioni a manifestazione a Roma
ROMA, 29 SET – I Comuni di Firenze, Livorno e Udine hanno assicurato la presenza alla manifestazione nazionale contro l’omofobia il 10 ottobre a Roma. La manifestazione e’ indetta dal movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender per rispondere alle violenze.Sono gia’ arrivate le adesioni anche dalla Cgil nazionale, l’Arci e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Inoltre, da piu’ di 15 citta’, da Torino a Palermo, da Trieste a Napoli, si stanno organizzando decine di autobus.
Fonte: http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/friulivgiulia/news/2009-09-29_129376499.html
SANTA CORONA DI PIETRA: ALL’AVANGUARDIA ANCHEPER I “TRANSGENDER” L’ospedale di eccellenza
Pietra. Sono tante le eccellenze del Santa Corona di Pietra Ligure. Il monoblocco della provincia di Savona è all’avanguardia per le correzioni delle deformità toraciche degli adulti, mentre per lo stesso trattamento inerente i bambini eccelle il Gaslini di Genova. Ma non solo: tutte le problematiche legate alla chirurgia maxillofacciale del Ponente ligure sono affrontate dall’ospedale pietrese. «Abbiamo raggiunto un’ottima specializzazione – dice il professor Mariano Bormioli – anche nell’ambito della chirurgia della spasticità, ovvero nella correzione dei difetti degli arti. Difetti che possono essere congeniti ma, in molti casi, sono determinati da ictus. Inoltre, siamo all’avanguardia nel trattamento delle complicanze cutanee, come ad esempio le piaghe». Il reparto può contare su 20 letti sui quali, nel corso di un anno, vengono ricoverati tra i 40 e i 50 pazienti. Già perché i tempi di degenza, in molti casi sono lunghi, basta pensare che per le paraplegie agli arti inferiori un paziente viene ricoverato 3 mesi, mentre per le paraplegie agli arti inferiori la degenza prevista è di 6 mesi. Il tutto in un ospedale come il Santa Corona che riceve pazienti da tutto il Ponente ligure. Ma il professor Bormioli, in questi anni, si è specializzato in un altro ambito, un ambito che ha portato il monoblocco di Pietra Ligure ad essere uno degli ospedali italiani più all’avanguardia nelle operazioni dei transegender. «Ogni anno mi capita di affrontare 10 interventi di questo tipo – rivela Bormioli – Si tratta di persone che vengono tutte da fuori Liguria e sono tutte di sesso maschile. A riguardo va fatta una distinzione tra il transgender che è colui che vuole diventare donna (o uomo) a tutti gli effetti e il transessuale che fa della doppia sessualità il suo business. Tale differenza, a livello di linguaggio comune, il più delle volte non viene colta dalla gente».
R. L.
Luxuria cambierà sesso a Trieste
A quanto sembra Vladimir Luxuria ha proprio deciso di cambiare sesso. Lo aveva dichiarato qualche tempo fa durante un’intervista, quando ha sottolineato che il cambiamento di sesso non sarebbe avvenuto in Italia, a causa della troppa insistenza dei paparazzi nostrani.
Ed ora ecco che -secondo i bene informati- la nostra Vladimir cambia completamente idea, e decide di operarsi nel nostro Bel Paese. Possibile?
A quanto sembra, Vladimir si sarebbe rivolta al Cedig, il Centro universitario per la diagnosi e la terapia dei disturbi dell’identità di genere dell’Ospedale di Cattinara. Quelle che seguono sono le uniche dichiarazioni di Emanuele Belgrano, direttore della struttura «Siamo in una fase preliminare – spiega- ma non posso aggiungere nessun dettaglio perché da parte della paziente c’è il preciso desiderio di mantenere il massimo riserbo. È mio dovere tutelare la privacy di chi si rivolge alla nostra struttura. Se in un secondo momento lo vorrà – aggiunge – sarà la stessa paziente a rendere pubblico ogni particolare».
La parlamentare e transgender più famosa d’Italia aveva dichiarato di aver sempre avuto molte paure in merito all’idea di intraprendere un simile percorso, ma adesso si dichiara pronta ad affrontare l’operazione per avere “una nuova vagina”!
Diritti sul lavoro, quando?
La parità di diritti e degli stessi benefici sono alla base di qualsiasi attività commerciale, o almeno così dovrebbe essere.
Ad un uomo transgender è stato negato l’accesso ai servizi di salute mentale della propria assicurazione, una madre lesbica non gode di alcuna garanzia per la sua partner in uno Stato conservatore che non riconosce le unioni omosessuali. Queste sono le storie comuni che mettono a fuoco le disuguaglianze.
IL PRETE: «NON è DONNA, NIENTE NOZZE» Lucca: nata ermafrodita, con la chirurgia ha scelto il sesso femminile
LUCCA L’ANNUNCIO l’aveva fatto alla vigilia della festa della donna, lo scorso marzo: «Mi sposo e adotto un figlio». E invece le cose si sono complicate al punto che adesso si vede costretta a scrivere addirittura al Santo Padre per vedersi riconosciuto quello che, per lei, è un sacrosanto diritto: sposarsi in chiesa. Diritto che invece, a quanto pare, le è stato negato proprio… dalla Chiesa. La sua colpa? E’ nata ermafrodita ed è diventata una donna a tutti gli effetti dopo un’operazione chirurgica. La storia non è certo di quelle che si sentono tutti i giorni. Protagonista dell’avventura è Morgan Ciabattari, 36 anni, casalinga e residente a San Martino in Freddana, piccolo paese delle colline lucchesi, sulla strada per Camaiore. Morgan, come detto, è nata ermafrodita, ma si è sempre sentita una donna. E invece si soffocare sentimenti ed emozioni ha deciso di dare una svolta alla propria vita, e diventarlo a tutti gli effetti. Siamo nel 1997, anno della svolta grazie ad una delicata operazione chirurgica all’ospedale di Pisa. I PROBLEMI, però, nacquero proprio dopo l’operazione. In particolar modo con la decisione di voler convolare a nozze con il proprio compagno di vita, Raffaele. Arriva il primo, bruciante, diniego: per la legge infatti, Morgan è sempre un uomo. Così è stato registrato all’atto di nascita. Inizia la battaglia legale durata la bellezza di tredici anni e sostenuta, oltre che dagli avvocati, anche dalla partecipazione a programmi televisivi, uno fra tutti il «Maurizio Costanzo show». Anni duri, trascorsi nella speranza che il tribunale di Lucca concedesse quella che, almeno in apparenza, appariva come una semplice formalità: modificare nello stato di nascita l’attribuzione del sesso. Preghiere decisamente ascoltate, quelle di Morgan, che lo scorso marzo è riuscita nel suo intento: finalmente la legge sembrava essere dalla sua parte e così, adesso, si sarebbero spalancate le porte per fiori d’arancio e abito bianco. «Ci sposeremo a giugno prima in Comune e poi in chiesa» aveva detto proprio a La Nazione che aveva seguito il suo caso in esclusiva. «E cercheremo di adottare un bambino». Ma passa giugno, trascorre l’estate, e del matrimonio nemmeno l’ombra. «LA DIOCESI spiega Morgan , tramite un parroco, mi ha risposto che non potevo sposarmi. Non solo, ha anche aggiunto che non avrei potuto più fare la comunione perché sarei di cattivo esempio…». E pensare che lei si professa cattolica, e quel matrimonio in chiesa l’aveva sognato da una vita. «Non mi hanno dato poi molte motivazioni sul fatto del matrimonio aggiunge : semplicemente, avrei dato scandalo». Da qui la decisione di intraprendere una nuova battaglia: scrivere direttamente a Papa Benedetto XVI e, se necessario, portargli anche le cartelle cliniche. «E’ una cosa paradossale» aggiunge sconsolata per la situazione che si trova, nuovamente, ad affrontare. Ma Morgan qualche sassolino dalle scarpe, in realtà, se lo vuole levare. E’ pronto (ma in attesa trovare un editore) il suo primo libro autobiografico: «Non ho avuto né amici né parenti». E a quanto pare, qualche partito (di centrodestra) si sarebbe mosso per prospettarli un futuro da politico. Una nuova svolta?
di CRISTIANO CONSORTI
Fabianna Tozzi ospite a “la vita in diretta”
Fabianna Tozzi ospite a \”la vita in diretta\” (1/2)
NEWS
Siccome questa associazione porta avanti tanti progetti vi ricordiamo che la prossima settimana debutterà lo spettacolo messo in piedi dal laboratorio teatrale progettato dalla nostra associazione sponsorizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità di Piacenza. Vi invito a premiare l’impegno di chi ha partecipato all’iniziativa accorrendo numerosi (l’ingresso è gratuito!).
LECCO. PRESENTAZIONE DI SE BAMBI FOSSE TRANS
ASSOCIAZIONE RENZO E LUCIO LECCO sabato 26 settembre
ore 18 presso il bar Visconti 55 in piazza Manzoni a Lecco
EMILIANO REALI presenta il suo libro
SE BAMBI FOSSE TRANS seguirà un rinfresco per una serata insieme
Una vita, due identità: di giorno, Giacomo, anonimo ragazzo venticinquenne; di notte, va in scena il travestito Bambi. La sua scenografia sono le Terme di Caracalla, scintillanti di luci e di fari d’automobile. Il suo pubblico è una folla di clienti in cerca di trasgressione mascherata da ipocrita normalità: il travestimento dà “al loro desiderio di maschio una parvenza di normalità, dato l’aspetto femminile della controparte”.
Tutto il contrario di Giacomo, che nella finzione del trucco, delle lunghe ciglia posticce, del tubino rosso aderente, trova il vero se stesso.
Maurizia: «Avrò un figlio»
La Paradiso ha annunciato che presto diventerà “padre” grazie all’inseminazione artificiale. Due le possibili madri “surrogate”. A noi ha raccontato tutto: per esempio che le possibili madri sono due
Diventa donna per prendere il velo da suora
Questa volta non si tratta di una burla di Casa Pound, come era successo lo scorso febbraio. Il quotidiano La Stampa riporta una storia vera, quella di Geraldine Marquet, transessuale che, partendo da Parigi, si è sottoposta all’operazione per il cambio di sesso, per diventare donna, all’ospedale Molinette di Torino, assistita dall’équipe del professor Dario Fontana.
Ma il sogno di Geraldine era anche quello di diventare suora, assecondando un’incrollabile fede. La storia, che viene resa nota solo ora e confermata dal medico che l’ha operata, risale a un anno fa. Ed è una bella storia di una neo donna religiosa, attiva nel volontariato e nella difesa dei diritti delle transessuali.
“LIBERI DI NON CREDERE”. INTERVISTE REALIZZATE IN OCCASIONE DEL MEETING DEL 19.09.2009
due parole alle giovani transessuali: la psicoterapia
care ragazze,
un bel giorno si arrivo’ alla conclusione che transessuali si nasce: o lo si e’ o non lo si e’a volte si crede di esserelo ma si e’ altro!Diffidate quindi da chi vi direbbe “spendetevi i milioni e diventate trans” perche’sono discorsi privi di sesnso di chi crede che il transessualismoo sia un fatto di apparenza e prostituzione.
Essere transessuali e’ una cosa molto seria, e la transizione da uomo a donna non e’ solo una esperienza devastante e rischiosa,ma sconvolgente per tutta una serie di equilibri soprattutto psichici.A volte si tende proprio a sottovalutare l’importanza della psicoterapia. Io mi sono sottoposta a 3 anni di psicoterapia prima di prendere ormoni e vi dico che oggi ancora oggi dopo 3 anni di full time sentirei il bisogno di colmare con l’aiuto di una strizzacervelli tutti quegli aspetti problematici che in tre anni non si e’ riusciti a trattare. Non e’ una perdita di tempo.E’ un supporto indispensabile per capire bene innanzitutto chi siamo e poi dove vogliamo arrivare: e cosa siamo disposti ad affrontare e come per realizzare quel nostro progetto di vita. A volte mi capita di sentire discorsi tipo “avro’ un aspetto femminile e tutto andra’ bene”.Bene…e chi ve lo garantisce ? Facile mettersi una parrucca in testa e dire ecco sembro donna ( nonostante l’alone di barba e una cassa toracica da gladiatore)Magari una persona non vi dice nulla per non ferirvi ma il senso della realta’ non bisogna smarrirlo.Ma anche se foste la trans piu’ brutta piu’ improbabile e pelosa di questa terra, avreste comunque il diritto di ESSERE a condizione di essere sicure di esserlo per davvero!.Quello che non va e fa paura a chi vi ascolta, e’ basare tutto su un discoirso di apparenza.La vita e’ essere e non apparire.Il mio consiglio e’ di non cercare di saltare la psicoterapia ricorrendo a escamotage che finirebbero per farvi soffrire un giorno. Ricordatevi che prima o poi la transizione rischia di mettervi davanti alla depressione, vuoi per i problemi che inevitabilmente si presentano vuoi per gli effetti degli ormoni. Sono troppe quelle che si suicidano, Non giocate con queste cose.Fatevi aiutare a dostinguere i giochi dalla realta’ della vita da uno psicologo preparato.Non precipitate le cose.
Debbie
AAA gay, lesbiche e transessuali cercasi.
AAA gay, lesbiche e transessuali cercasi. Oggetto: protezione e difesa di Buckingham Palace e delle residenze reali di Windsor e Balmoral. Richiesto addestramento con le armi. Inoltrare i curriculum alla sezione SO14 di Scotland Yard. E’ l’annuncio con cui la polizia britannica vuole colmare la scarsa presenza delle minoranze nel corpo di protezione di sua Maestà Elisabetta II. “Gli agenti che avranno successo – recita l’offerta di lavoro – potranno lavorare presso i palazzi londinesi o al castello di Windsor. Sono richiesti anche dei turni in Scozia. Sono particolarmente ben accette richieste da parte di donne, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, neri e altre minoranze etniche”. Il limite per fare domanda scade alla fine del mese e l’SO14, il Royality Protection Branch, stima in 30 i posti disponibili. Non mancano però le critiche all’iniziativa: “E’ un lavoro terribile, a nessuno piace”, dice al Daily Express John O’Connor, ex comandante della Metropolitan Police. “Che cosa può esserci di più demoralizzante che stare seduto per ore in un vecchio gabbiotto di ferro arrugginito?”. O’Connor ha poi dei dubbi anche nel merito. “E’ solo uno specchietto per le allodole, per salvare il politicamente corretto”. Polemico anche Philip Davies, parlamentare Conservatore del collegio di Shipley: “Tutto ciò ha del ridicolo”, ha tuonato. “Non so se la famiglia reale si sentirà più sicura sapendo che là fuori a proteggerli c’é un transessuale. Che male c’é ad assumere solo i più capaci per il ruolo? Non m’interessa sapere se questi agenti sono gay o eterosessuali – prosegue Davies – la cosa importante è che siano i migliori”. “Che Scotland Yard voglia incrementare la presenza di donne e agenti neri nelle sue fila è comprensibile – ha detto al tabloid una fonte interna al corpo di polizia – ma la regina davvero ha bisogno di travestiti che imbracciano un mitra intorno a Buckingham Palace o Windsor?”. Scotland Yard, dal canto suo, ha subito gettato acqua sul fuoco delle polemiche: “Noi – ha dichiarato un portavoce – vogliamo reclutare i migliori profili nelle diverse comunità di Londra. Questo significa anche assicurarsi che tale diversità si rifletta in quelle particolari unità che al momento sono scarsamente rappresentate.
Venerdì Vladimir Luxuria ospite finale dell’Etnoblog estivo
Vladimir Luxuria è l’ospite d’eccezione alla serata conclusiva per la stagione estiva della Jotassassina – Circolo Etnoblog, che si svolgerà all’Ausonia di Trieste. Jotassassina chiude la splendida stagione estiva con un party all’insegna della buona musica e del divertimento senza però dimenticare le recenti violenze a sfondo omofobico che hanno colpito la comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) in Italia e non solo.
Sarà Vladimir Luxuria, nota artista transgender ed ex parlamentare, a dare l’arrivederci, venerdì 25 settembre, agli affezionati della “Jotassassina”, rinomata serata gay triestina che anche quest’estate è stata ospitata dall’Etnoblog estivo presso lo stabilimento balneare Ausonia.
Nel corso della serata, che si inquadra nell’ambito della settimana contro l’omofobia, Luxuria sarà non solo tra i protagonisti della festa, ma anche e soprattutto ambasciatrice di tolleranza. L’artista infatti si è affermata assumendo, già nel 1993, la direzione artistica della “Muccassassina”, evento settimanale di riferimento per la comunità Lgbt, organizzato dal Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” di Roma come momento di aggregazione e sensibilizzazione civile.
Del resto è proprio alla serata romana che si sono ispirati, sin dallo stesso titolo, gli organizzatori della “Jotassassina”, che negli anni si è venuta a caratterizzare come uno di quegli eventi ai quali esserci è un “MUST” non solo per la comunità LGBT di tutto il Friuli Venezia Giulia e di oltre confine, ma anche per molti curiosi e simpatizzanti.
“La “Jotassassina” – spiega Antonio Parisi, direttore artistico – è nata solo un paio d’anni fa come un omaggio alla “Muccassassina”, e non vuole assolutamente essere una serata ghettizzante ma un momento di allegria e condivisione per gay ed etero, infatti raccoglie un pubblico vario che si riconosce nella libera espressione dell’identità di genere. E’ una realtà unica in regione che grazie al supporto dell’associazione Etnoblog è riuscita a coinvolgere le nazioni confinanti, proponendo appuntamenti musicali e performances di artisti provenienti da tutt’Italia e dall’estero, coniugando il lato ludico ad una più profonda riflessione sulla tolleranza ed il rispetto delle diversità. Non a caso si svolge a Trieste, città che per il suo back-ground culturale ha nel suo stesso DNA la tolleranza e l’apertura nei confronti dell’altro”
