Coordinamento Trans Sylvia Rivera

Archive for ottobre, 2009

ELENA BIAGINI – FACCIAMO BRECCIA. LA QUESTIONE LGBTIQ. ROMA, PIAZZA NAVONA, 29.10.2009

without comments

Written by Antonia

ottobre 31st, 2009 at 4:37 pm

Posted in Spazio libero

La figlia di Cher ora è uomo

without comments

Written by Antonia

ottobre 31st, 2009 at 4:18 pm

Posted in T* News

IL TRANSGENDER E LA MASCHERA. Tutto è sotto terremoto

without comments

0253-transbarbaDa quattro giorni il telefono del Mit (Movimento Identità Transessuale) squilla in continuazione. Giornali e televisioni nazionali e locali continuano a chiedere informazioni, confidenze, dichiarazioni sul caso Marrazzo. L’Italietta del gossip, quella piccina piccina impregnata di moralismo e molto poco di moralità ha bisogno di sbranare qualcuno. E la «bassa politica» che di quella italietta è prodotto e soprattutto produttrice, si scatena. Il paese degli ipocriti, quello del «si fa ma non si dice» sembra scoprire l’acqua calda, si scandalizza, si incuriosisce, si incazza perché quel politico compra prestazioni sessuali con i nostri soldi, ma soprattutto le compra dalle transessuali…que l’horreur! Perché è su questo che si è puntato l’affaire Marrazzo, sul fatto che lui abbia tradito non solo il popolo ma soprattutto i suoi valori, anzi per essere più precisi il suo valore assoluto e cioè l’essere maschio! Nell’immaginario collettivo colui che va con una trans, va con una «non donna» deludendo, tradendo, rompendo quel patto sociale che nel privato pochi, anzi pochissimi, riescono a osservare alla lettera ed è proprio una questione di lettera, perché una A oppure una O fanno la differenza.

Ho preferito non andare in nessuna trasmissione televisiva, troppe urla, poco ascolto e soprattutto perché interessava poco il mio sguardo sul fenomeno, mi si chiedeva invece, sempre e comunque, di raccontare la mia storia, esattamente come al Grande Fratello. Se ci fossi andata e mi avessero lasciato lo spazio mi sarebbe piaciuto rivolgere agli italiani la seguente domanda: di chi sono tutte quelle macchine che di sera, e non solo, si aggirano nelle strade in cerca di acquisti? Chi consulta le migliaia di annunci che ogni giorno compaiono su giornali e siti? Chi sono i clienti? Basterebbe un veloce sondaggio per scoprire che gli italiani alla domanda in blocco rispondono sicuramente non mio figlio, né mio padre, né mio marito, né il mio fidanzato! E da dove e da chi arriva la richiesta visto che è proprio e solo quella che stimola l’offerta? Domanda lecita, perché alla storia delle caramelle non ci crede più nessuno!

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 31st, 2009 at 8:30 am

Posted in Spazio libero

In difesa delle persone trans.

without comments

12759_1189914759639_1581456329_492161_562835_aLa settimana appena trascorsa ci ha consegnato l’ennesimo scandalo sessuale che ha costretto alle dimissioni il governatore del Lazio, Pietro Marrazzo. Dimenticando che la sua colpa è stata quella di accettare un ricatto e non denunciare l’estorsione subita, tutti si concentrano in modo fastidioso e pruriginoso sui gusti sessuali e sui particolari dei suoi incontri con una ragazza transessuale. Un’ondata di bieco moralismo e di bigottismo voyeurista si è accanito nel dipingere come squallido il mondo transessuale, ha snocciolato tutto il campionario dei luoghi comuni, del machismo e del perbenismo del nostro paese. Ma il reato è pagare dei carabinieri criminali e corrotti, non accompagnarsi a delle persone trans. Sorvolo sul pessimo gusto con cui Il Giornale ha voluto commentare la notizia: “Il vero choc è la bruttezza di quei trans”. Articolo che si auto squalifica per pessimo gusto, bassezza di livello e grettezza di argomentazioni. Nessuno si ferma a pensare al perché molte persone trans siano costrette a prostituirsi, nessuno considera la loro situazione, la loro precarietà, la violenza a cui sono sottoposte. Tutti si scandalizzano se si prostituiscono, ma quanti di voi darebbero loro un lavoro onesto? E’ facile additare il diverso, deriderlo, considerarlo un mostro: quanti fanno lo sforzo di abbandonare le apparenze per conoscere la persona, i suoi problemi, le sue paure, la sua anima e la sua dimensione umana? Ne sareste positivamente sorpresi, ve lo garantisco. Le macchiette forse servono a vendere più copie, ma non rendono un buon servizio alla dignità umana delle persone trans. Pensateci e, chi più chi meno, vergognatevi di questa italietta, non per nulla classificata dal world economic forum al 72° posto, dopo Cina e Vietnam, nella classifica degli stati in base alle politiche per le pari opportunità.

Luca Trentini
Segretario di Orlando
Comitato provinciale Arcigay di Brescia

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 5:35 pm

Posted in Spazio libero

IL CASO

without comments

Dopo la infelice disavventura del Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, abbiamo potuto constatare ancora una volta come in Italia si manifesta la teoria politica-clericale: “ SI SA CHE ESISTE MA NON SE NE PARLA”.

Quanti uomini, famosi e non, andranno con le trans a pagamento e non lo sappiamo? Forse non lo sapremo mai, perché chi ha soldi se la può permettere, una scappatella.  E’ la legge del capitalismo.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 5:12 pm

Posted in Comunicati stampa

Marrazzo e lo scandalo “dei” trans: quando il giornalismo è solo transfobia e stupro simbolico

without comments

php0nZZPZPM

Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 4:55 pm

Posted in Spazio libero

Quel mito ambiguo che attrae e spaventa

without comments

Non ci scandalizzano troppo i cibi geneticamente modificati, transgenici, né l´ostia che si transustanzia in corpo di Dio. Non ci spaventarono il transfert e i transistor e ora ci pare ovvio che il clima e l´economia siano transnazionali. Ma nel secolo trans, nel trans-secolo, in un mondo dove tutto è trans, noi ancora trasecoliamo (usciamo dal secolo) davanti all´ambiguità di genere, alla polivalenza sessuale.

E difatti nel migliore (si fa per dire) dei razzismi, il trans diventa prodigio da esibizione sino a convincerlo, «per il suo bene», a mostrificarsi al cinema, al Grande Fratello, o in Parlamento. Più ovvio è il razzismo da caserma – così evidente sui giornali nel “caso Marrazzo“ – con lazzi, battute salaci, doppi sensi, ma anche racconti e analisi cliniche di presunti esperti sulla tecnica orinale dei trans, sulla forma delle pudende, sul perché Brenda e Natalì sempre sognano di disputarsi uomini che per loro lascino la moglie come fece Verlaine quando conobbe Rimbaud. Più sottile e più cattivo è il razzismo femminile – talvolta femminista e pure gay – che mette in dubbio il sentimento e riduce tutto al commercio di fantasie da latrina, senza affetti.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 3:44 pm

Posted in Spazio libero

In trans

without comments

Posso dire due paroline sul caso Marrazzo? Fuori dal coro, se possibile…

Posso dire che la sessualità, nel suo mistero, nella sua profonda, assoluta, rivelazione del sé, è davvero il cuore sacro dell’umanità?  E se una persona vuole esprimere la sua carnalità, la sua sessualità, con una donna dai capelli biondi o un uomo con la barba rossa, tre nani o una squadra di rugby o di nuoto sincronizzato, la vicina di casa o l’amico d’infanzia, o anche con un trans dalle forme robuste e dal corpo quasi infinito, può farlo come e quando vuole, senza che nessuno abbia il diritto di puntare il dito o di lanciare una crociata perbenista.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 3:26 pm

Posted in Spazio libero

Ecco il trans. Che rischia

without comments

Sul web nome e cognome del concorrente che tutti cercavano. Si sarebbe licenziato proprio per partecipare al GF. Ma il regolamento non prevede il riserbo assoluto, soprattutto da parte di chi deve entrare?  “Non possiamo dire niente: né confermare né smentire”, ci hanno risposto dall’ufficio stampa del Grande Fratello. Più che normale visto che il reality si regge su questo. Sulle sorpresone, il mistero e i colpi di scena: a maggior ragione sull’identità dei concorrenti e sulla loro sorte all’interno della Casa. E in effetti noi non li avevamo contattati per quello. Il nostro dubbio era se, da regolamento, è previsto che si conoscano nome e cognome di un concorrente prima dell’ingresso nella Casa. A meno che non sia la stessa produzione a dirli. Tradotto: se il trans che tutti cercavano fosse davvero Gabriele Belli - come anticipato ieri da davidemaggio.it – è possibile che rischi la squalifica ancora prima di entrare? La risposta dell’ufficio stampa, anche su questo, è stata: non possiamo dire niente. E questo dice molto lo stesso.
Una cosa sembra assodata: il trans – come avevamo scritto ieri – è ancora tra noi. La ricerca spasmodica di indizi su quale degli uomini già entrati fosse nato donna è stata un esercizio del tutto inutile. Da quanto si apprende, sarebbero stati quattro i transessuali che hanno preso parte ai provini: Andrea F. (27 anni, genovese), Gabriele O. (34 anni, romano), Michele B. (25 anni, di Torino) e appunto Gabriele B. (37 anni). Per la cronaca, Belli (che lavorava fino a pochi giorni fa nel settore commerciale in una società di rappresentanze industriali) si sarebbe licenziato proprio per poter partecipare al GF. Da bambina si chiamava Elettra ma, dopo sette interventi chirurgici e varie vicissitudini, ha iniziato un cammino, non ancora completato, che l’ha portata a diventare Gabriele. Sempre secondo quanto anticipato dal blog, userebbe i soldi del montepremi per pagarsi gli ultimi interventi che dovrebbero portarlo a essere un uomo a tutti gli effetti. Vedremo se, invece, a costargli cara sarà questa soffiata.

di Barbara Del Pio

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 2:29 pm

Posted in T* News

Berlusconi Boffo Marrazzo

without comments

Oramai la cronaca incalza e il polverone mediatico rischia di appannare il tema di fondo, che sottende gli eventi: Berlusconi, Boffo, Marrazzo…chi sarà il prossimo? Ogni caso fa a sé, ma il filo che li lega, al di là di personalità e di sensibilità individuali così diverse, è quello tra sessualità e politica in generale, e tra sessualità maschile e politica più specificamente. Bisogna fare molta attenzione però a non cadere in un certo sensazionalismo, che tutto confonde, e non cedere alla tentazione che vede in questo defilé di “scandali” la premessa di una resa dei conti sul teatro immaginario del conflitto fra i sessi. Tutto ciò che sta avvenendo ha ben poca relazione con quanto guadagnò la scena negli anni settanta-ottanta e l’agonismo sessuale che fece da volano di una crisi profonda del cosiddetto patriarcato è da tempo alle nostre spalle. C’è anzi un’agonia dell’agonismo sessuale: la cronaca ci chiarisce la portata distruttrice (e attuale) di un classico logion lacaniano: non c’è rapporto sessuale. Fra uomini e donne, verrebbe da dire, la parola è al portafoglio o alle armi, la borsa e/o la vita, e quindi non c’è nessuna relazione. Le pratiche di cancellazione, a partire da quella letterale della violenza e della morte inferta con sempre maggiore frequenza ha incrinato oramai lo specchio immaginario della differenze, di sesso o di genere importa poco. Non c’è più ordinante specularità , l’Altro si rifrange su un prisma che ha mandato all’aria le identificazioni ammesse. Se il patriarcato è incrinato in profondità, è sempre il Fallo, il fallo disincarnato dai Nomi-del-padre, la sua logica, a distribuire le carte coperte sul tavolo da gioco. Situazione pericolosa come poche. Lo sanno, in primis, le donne, così come lo sanno gli omosessuali, le lesbiche, le transessuali.
Tutto ciò si dipana chiarendosi alla nostra comprensione se cogliamo il senso esatto del trilemma, denaro/sesso/potere, su cui ha meritoriamente insistito Ida Dominijanni in questi mesi. Ora di questo trilemma, o di questo annodamento, il meno che si possa dire è che non va da sé. Ha una sua storia, e degli antecedenti, che riprendo a modo mio da un vecchio ma attuale lavoro di Jean-Claude Milner.
L’assiomatica moderna (e maschile, con poche eccezioni) in materia di sessualità stabilisce un sistema di equivalenze interno a una transazione mercantile, che ha nel matrimonio il suo punto di addensamento istituito. Questo segmento sesso/denaro non ri-conosce l’alterità, la sua qualità, se non nella forma del valore d’uso. Le qualità di un corpo, di un soggetto sono essenziali, ma solo in quanto entrano in un sistema onnilaterale di relazioni di scambio. Levi-Strauss ha studiato la pre-istoria di questo sistema di scambio-circolazione (delle donne) in regime chiuso, che solo nel capitalismo conosce il suo pieno, “libero”, matrimoniale dispiegamento. D’altra parte lo stesso Marx nel Capitale analizza questa particolarità delle merci che contano sì per le loro “qualità”, ma solo entrando in circolazione attraverso un sistema di equivalenze, che per così dire pareggiano le differenze. La nascita e la storia stessa della democrazia moderna è largamente tracciata dallo stesso problema.
E non di altro ci parla Lacan, nel Seminario del 1968, che di quel “plusgodimento”, assolutamente omo-logico con il plusvalore marxiano, e che è il cuore mistico del sistema delle equivalenze. E di passata bisognerà riconoscere in questo cuore mistico non tanto il “simbolico maschile”, quanto i tratti della gestione maschile (e della sussunzione capitalistica) del simbolico, che sono ben leggibili nella filigrana degli scandali di questi mesi. E’ il valore aggiunto e mortifero del godimento –il plusgodimento- il vero risvolto dell’assenza di rapporto sessuale.
Ma l’assiomatica della modernità in materia di sessualità non è esaurita dal paradigma sesso/denaro. Ad esso se ne affianca un altro, che trattiene l’Altro, come figura indispensabile al piacere. Quell’altro che la transazione mercantile-matrimoniale disperde inevitabilmente. E’ il paradigma sadiano dell’uso del corpo. La pura esperienza dell’altro come pura differenza fra corpi diversi che si incontrano. L’oppressione, minuziosa e maniacale, di un corpo sull’altro ne è lo strumento. Tuttavia se si legge quel capitolo de La filosofia del boudoir, che ha per titolo Francesi, ancora uno sforzo per essere repubblicani, si capisce che lì sotto si agitava qualcosa di più vasto che non una singolare propensione perversa. Per Sade è profittevole godere in modo libero, e privo di freni, del corpo di una donna solo se lei è sollevata dalla repressione parentale e dal sistema matrimoniale. In caso diverso non potrebbe occupare il posto dell’Altro. Di qui la “proposta” di abolire il matrimonio. Ora questo paradigma, che ricopre l’altro segmento del trilemma, quello del rapporto fra sesso e potere, ha avuto un suo seguito. Se intorno a Sade, autore piuttosto noioso, si è stratificato un lavoro critico di portata straordinaria, si può supporre che non sia per caso. Se poi si pensa che di nient’altro ci hanno parlato Baudelaire e Mallarmè nell’ottocento, Bataille e Lacan e Pasolini nel novecento, percepiamo la portata simbolica di questo secondo e separato segmento del discorso sessuale. Ma se, tanto per non farsi mancare nulla, si registrasse che anche autrici di un certo femminismo a torto qui da noi considerato laterale (De Lauretis, Sedgwick, Preciado) si inseriscono in questo filone, per ri-significarlo, il quadro diventerebbe anche più completo.
Ora ciò a cui stiamo assistendo è la chiusura di questa forbice, di questo sistema a due segmenti in favore di un unico annodamento, che si enuncia appunto: denaro/sesso/potere. Ne va misurata la portata, sapendo che non si tornerà indietro –non si torna mai indietro.
Quello che meno convince nella discussione di questi mesi è che si ritiene il problema di natura esclusivamente maschile. Non è così. L’annodamento è potuto avvenire perché il paradigma dell’ “uso del corpo”, sfumate o ridotte a gioco erotico le sue risonanze estreme, si è “democratizzato” e ha visto l’assunzione di un ruolo attivo anche da parte di molte donne. Lo scambio fra sesso e potere avviene anche a partire da un uso del corpo (proprio) da parte delle donne. E’ quanto a suo tempo ci hanno spiegato e rispiegato, poco ascoltate per la verità, Michi Staderini e Roberta Tatafiore. Le donne –è vero- restano in questo sistema in una sorta di “esclusione interna”. Contrattano al suo interno, ma pur sempre in un regime di dipendenza. L’arretramento antropologico e anche una certa torsione delle relazioni hanno investito la società nel suo complesso. Siamo oramai di fronte all’esercizio diffuso di un sesso “senza sessualità”, oltre che senza amore. Una società non è fatta di parti a tenuta stagna, sicché dire che la questione è maschile, e insomma che siamo oramai vicine al momento in cui, nudo il re, si approssima l’ Arc de Triomphe della differenza femminile, significa mancare la cosa e il nodo decisivi.
C’è da dire che il pensiero della differenza sessuale sembra oramai inclinare verso un’ideologia della differenza sessuale. Registrare il regime delle differenze dopo il tramonto del patriarcato esigerebbe una plasticità di pensiero che la prassi della ripetizione preclude. Come si vede dalle cose – un pò sessiste- dette da Dominijanni all’Infedele a proposito di quelle transessuali, che ha trovato congruo definire “uomini mascherati da donne”. Mentre gli uomini che se ne sentono attratti sarebbero i risibili “omosessuali inconsci” di una diffusa e giornalistica psicoanalisi all’amatriciana. Anche al netto della tara che ogni discorso televisivo impone, si tratta di affermazioni che hanno un livello scientifico degno di un sovrappensiero di Nonna Abelarda, una caratura etica paragonabile alle incursioni della Santanché, un tenore politico degno del miglior Gasparri. C’è di che riflettere.
Le transessuali che si prostituiscono non hanno un problema molto diverso da quello delle varie Patrizie e Noemi. Problemi che ci coinvolgono per quello che veicolano. Solo, le donne transessuali che vivono ogni giorno la propria condizione, che sempre più fanno (o cercano di fare) un lavoro di tipo diverso, e che vogliono essere rispettate come persone, si sentono una pistola carica puntata addosso. Spiace dover prendere atto che un po’ di munizioni sia disposta a fornirle una femminista storica.
Un passaggio è oramai avvenuto, destinato ad avere conseguenze rispetto a quando l’esclusione femminile era “esterna” e di marca patriarcale. La sessualità come connettore della disgiunzione sessuata sembra oramai sotto la spada di damocle della sentenza lacaniana.
Bisogna pensarla di nuovo. E smettere di fare l’imitazione di “un’enorme autorevolezza femminile” che è lontana dall’essere conquistata, e che, mancando, ci vede tutte in pericolo.
Fabrizia Di Stefano

Fonte: http://qublog.blogspot.com/

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 2:05 pm

Posted in Spazio libero

ANTEPRIMA ESCLUSIVA DM! GABRIELE BELLI, IL TRANS DEL GRANDE FRATELLO 10

without comments

gabrielebelli_gf10_pi1j23Da bambina si chiamava Elettra ma successivamente, complici anche 7 interventi chirurgici ed una determinazione non di poco conto, ha iniziato un cammino, non ancora completato, che l’ha portata a diventare Gabriele.

Potremmo, dunque, chiudere il toto-trans che impazza, soprattutto in rete, da alcuni giorni: come si potrà facilmente notare, infatti, all’interno della casa del Grande Fratello 10 non è presente (ancora) alcun concorrente la cui descrizione combaci con quanto avete letto.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 11:59 am

Posted in T* News

Regione Liguria, Udc rilegge pregiudiziale anticostituzionale in legge contro omotransfobia.

without comments

Il consiglio regionale della Liguria, secondo in Italia dopo quello della Toscana, ha approvato la legge regionale contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale. Larga la maggioranza (20 voti a favore, 8 contrari, nessun astenuto). Hanno votato a favore Verdi ( la cui rappresentante, Morelli è stata autrice e relatice del pdl ), PD, PRC, PDCI. Assente la Lega, contrari il PDL e l’UDC, il cui segretario regionale e vicepresidente del consiglio regionale, Monteleone, nell’intervenire ha riletto letteralmente il testo della pregiudiziale di costituzionalità presentata dal suo partito alla Camera contro il ddl Concia, reiterando così anche il paragone tra omosessualità e deviazioni sessuali come pedofilia, necrofilia e altro.
Un rappresentante del PDL, inoltre, ha dichiarato nel suo intervento di considerarsi – secondo la comune accezione – “omofobo”, pur dichiarando parimenti di non operare alcuna discriminazione nei confronti dei “diversi”.

Fonte: http://gaynews24.com/?p=6091

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 10:20 am

Posted in Spazio libero

Rocky Horror dal vivo per Queer Aboard

without comments

Ripartono venerdì 30 ottobre le serate gay/lesbo/transgender Queer Aboard del Viper Theatre. Mega-festa opening a base di puro spettacolo, ottima dance ?70/”80, personaggi eccentrici, performance, mostre… Special guest la compagnia teatrale MagnoProg, in una particolarissima interpretazione di “The Rocky Horror Show”, il più trasgressivo e irriverente musical dei “70.

Sotto la guida del regista Riccardo Giannini e del produttore Nicola Magnini, MagnoProg presenterà un Rocky Horror Show in lingua italiana (solo nelle parti cantate è stato mantenuto l”inglese). Lo spettacolo, interamente suonato e cantato dal vivo, si svolgerà sul palco e non solo… Molte le sorprese che accompagneranno Brad Majors e Janet Weiss nel loro insolito viaggio notturno… Molte anche le sorprese che accompagneranno il pubblico in sala e che non risparmieranno nemmeno i fans più assidui del Rocky: tutti saranno invitati a partecipare ad uno show ritmato e divertente, farsesco ed intrigante!

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 9:20 am

LA NOSTRA EPOCA TRANSGENDER. L´identità di genere come costruzione culturale

without comments

th_transL´idea che esistano due “essenze” radicalmente differenti, quella maschile e quella femminile è servita nei secoli a giustificare la separazione e a creare gerarchie e diseguaglianze
Il mondo dei “trans” è molteplice e complesso. Nonostante se ne parli molto, la stragrande maggioranza delle persone non conosce la profonda differenza tra i travestiti, i transessuali e i transgender. Esiste, naturalmente, un aspetto comune. Tutti e tre i termini evocano l´idea di un “passaggio”, come il prefisso “trans” mette chiaramente in luce. Ma il “passaggio” non è quasi mai lo stesso. A differenza dei travestiti che, vestendosi con gli abiti del sesso opposto, giocano col proprio corpo e scelgono di volta in volta che ruolo incarnare attraverso una trasformazione della propria immagine, i transessuali desiderano profondamente diventare “l´altro”. La loro lotta mira a ritrovare l´armonia, a riconciliare l´identità psicologica con il proprio sesso anatomico e accedere quindi a quello che considerano il “proprio corpo”.

La richiesta di un transessuale può sembrare a prima vista assurda. Come è possibile – molti si domandano – che un uomo creda di essere una donna o che una donna pensi di essere un uomo? La supposta assurdità della richiesta dei transessuali viene però meno se si condivide l´idea che l´identità di genere sia frutto di una costruzione culturale, e che non esista nessuna legge causale che determini il genere a partire dal sesso. Tanto più che l´idea che esistano due “essenze” radicalmente differenti, quella femminile e quella maschile, è servita, per secoli, a giustificare non solo la separazione uomo/donna, ma anche la possibilità di creare delle gerarchie e di accettare le disuguaglianze. In ognuno di noi, Sigmund Freud docet, esistono degli elementi di femminilità e di mascolinità. Anche se poi, nel corso della propria vita, si ha tendenza a stabilizzarsi all´interno di un genere specifico e ad assumere il proprio ruolo di uomo o di donna. All´interno di questo schema, i transessuali non hanno nessuna intenzione di sovvertire l´ordine delle cose: cercano solo di passare da un sesso all´altro; vogliono solo che il proprio corpo si adegui all´immagine che, da sempre, hanno di loro stessi. Si tratta di uomini che, nati in un corpo di donna, desiderano riappropriarsi della propria virilità e di donne che, nate in un corpo maschile, vogliono aver accesso alla femminilità che la natura ha negato loro. Una patologia? Forse, ma chi di noi non ha una patologia con la quale si confronta tutta la vita cercando di giungere ad un compromesso con la propria fragilità?

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 30th, 2009 at 9:14 am

Posted in Spazio libero

Firenze, prete celebra nozze trans: don Renzo Rossi probabile sostituto

without comments

hgfh--400x300L’arcivescovo ha sollevato don Santoro dall’incarico

Potrebbe essere don Renzo Rossi il sostituto di don Alessandro Santoro, il parroco della Comunita’ delle Piagge di Firenze sollevato dall’incarico dall’arcivescovo monsignor Giuseppe Betori, dopo che il sacerdote ha celebrato, domenica scorsa, le nozze tra Sandra Alvino, 64 anni, nata uomo e ora donna, e Fortunato Talotta, 58 anni. Domenica prossima don Santoro celebrera’ l’ultima Messa nel prefabbricato che ospita il centro sociale, poi se ne vorra’ celebrare un’altra dovra’ farlo lontano da li’.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 29th, 2009 at 10:59 pm

Posted in Spazio libero

INVITO ALLA COMUNITA’ TRANS

without comments

INVITO ALLA COMUNITA’ TRANS
Sono trascorsi quarant’anni dai moti di Stonewall, quando la nostra sorella Silvya Rivera, con un suo gesto, cambiò in qualche modo la storia del movimento LGBT mondiale.
Adesso è il nostro turno per dimostrare questa maturità e l’intenzione di voler davvero cambiare una realtà troppo spesso dolorosa, solo per il fatto di “essere”, di esistere, riprendendoci la nostra dignità, un passo realizzabile solo unite/i, almeno su quelle istanze che innegabilmente potrebbero davvero cambiare la nostra esistenza.
Un congresso, un confronto vero, aperto a tutte le realtà Trans del nostro paese, sia esse associative che di singol* individui, una mobilitazione senza precedenti nel panorama Trans italiano, un appuntamento che dovrà darci l’occasione per dimostrare che non siamo la cattiva rappresentazione del genere umano, che non siamo “oggetti sessuali” o persone disturbate mentalmente.
Il nostro intento dovrà essere quello di trovare una linea quanto più condivisa, l’unica via percorribile per approdare a veri ed importanti cambiamenti per la vita delle persone Trans, quella di riuscire a parlare con una voce univoca, almeno su quelle istanze indispensabili per una vita dignitosa.
Le differenze di opinioni di sensibilità e di politiche non possono farci allontanare dal nostro fine, dobbiamo sentirci, tutte e tutti responsabili di una disgregazione tanto inutile quanto dannosa, così come nel non essere riuscite/i a costruire un fronte unito e solidale, dobbiamo fare un grande sforzo democratico, mettendo da parte rancori e insana voglia di protagonismo a tutti i costi.

Proviamo a pensare alle nuove generazioni, cerchiamo di lasciare loro un eredità che molte e molti di noi non hanno potuto “spendere”,dobbiamo riappropriarci dei nostri diritti, al lavoro, alla salute alle affettività, alla possibilità di autodeterminazione, malgrado molte e molti di noi siano riusciti a portare avanti progetti importanti per la tutela ed il supporto delle persone Trans, siamo ancora ben lontani dall’essere considerate/i cittadini con pari dignità, tante sono le persone che hanno la capacità e la volontà di spendersi per questa causa, il compito di un congresso quello di riunirle.
Resta da vedere quante persone saranno in grado di mettere davanti a se il proprio fine, quello di una rivendicazione alla vita non più come sopravvivenza, donando l’opportunità di una transizione serena a chi ancora non l’ha intrapresa e a noi la felicità di aver costruito, insieme, una rivoluzione democratica, certe e certi che l’espressione di una singola persona o una singola associazione, non potrà mai arrivare a tanto.
Chiediamo un incontro quanto più esteso e coinvolgente possibile dove costruire un futuro decisamente migliore, senza per questo azzerare il lavoro già fatto o la personalità di ciascun individuo, ma apportando le proprie conoscenze e le proprie storie in modo da poter costruire su esse nuovi progetti e solide soluzioni, nell’assoluto rispetto delle differenze e delle opinioni.
Un appuntamento molto complesso e delicato, ma che a noi pare irrimandabile soprattutto in questo preoccupante momento storico di privazione di pari opportunità e di libera espressione.
Dobbiamo conoscerci e condividere le nostre paure ed i nostri progetti, gettare solide basi per un movimento unito che sia rappresentativo per quante più persone possibili, rifuggendo dal personalismo e all’egoismo, mali assoluti per l’intera comunità.
Una prova di responsabilità, che dopo quarant’anni dai moti di stonewall, dovrebbe essere maturata in tutte e tutti noi, stabilendo in modo forte e unito che dietro la lettera T* ci sono persone che in stragrande maggioranza vivono una condizione esistenziale ingiustamente stigmatizzata e ostacolata.
Un invito a tutte/i voi, alla creazione, alla partecipazione all’impegno di questo congresso nazionale, dal quale uscire con una nuova forza aggregativa capace di sorprendere l’intero paese e noi stesse/i, credendo fermamente che, insieme, tutte le nostre istanze possono finalmente realizzarsi.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 29th, 2009 at 10:44 pm

Natalie, clandestina, resta in Italia. Testimonierà su filmato e soffiate

without comments

L’inchiesta e i punti oscuri

Natalie, la trans con la quale Marrazzo è stato filmato. Image_3--180x140Resta in Italia Natalie, anche se non aveva il permesso di soggiorno. La transessuale ripresa in un video con Piero Marrazzo otterrà un visto per «fini di giu­stizia ». Vuol dire che la sua testimonianza viene ritenuta preziosa per scoprire che co­sa avvenne davvero in quell’appartamento di via Gradoli ai primi di luglio. Vuol dire, soprattutto, che sono ancora molti i dubbi su questa vicenda perché le prime verifi­che dimostrano che nessuno ha raccontato la verità su che cosa accadde in quelle stan­ze.

Ha detto poco anche Natalie, ma resta a disposizione perché ha ammesso che era accanto all’allora governatore del Lazio quando i due carabinieri della Compagnia Trionfale, Luciano Simeone e Carlo Taglien­te, fecero irruzione nell’appartamento. Li hanno filmati insieme, poi gli stessi milita­ri hanno cercato di vendere il video che do­cumenta l’episodio. E adesso le indagini potrebbero fare un deciso passo in avanti perché c’è una traccia che consentirebbe di recuperare l’intero filmato. La visione di queste nuove immagini — oltre dieci mi­nuti — potrebbe fornire numerosi dettagli e dunque aiutare a capire chi ha mentito e per quale ragione. Ma anche se — come sembra emergere dalle prime verifiche — altri possano aver aiutato i ricattatori, ren­dendosi complici delle loro minacce. Una strada imboccata anche per capire il vero ruolo di Max Scarfone, il fotografo che sta­va aiutando i carabinieri a vendere il vi­deo. L’ipotesi esplorata in queste ore è che il filmato breve messo sul mercato ad un prezzo iniziale di 200.000 euro, sia il reso­conto di due momenti diversi. Nella prima parte ci sono le immagini che servono a ri­cattare Marrazzo perché lo mostrano in una situazione estremamente privata e im­barazzante. Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 29th, 2009 at 10:27 am

Posted in Spazio libero, T* News

Caso Marrazzo: i media e la rappresentazione delle persone transgender

without comments

Il nuovo scandalo sessuale della politica italiana vede l’ ormai ex-governatore del Lazio sulle prime pagine di tutti i giornali, che ci hanno raccontato i suoi tormenti privati per la messa alla berlina della sua “debolezza”. Le protagoniste di secondo piano di questa vicenda sono le ragazze transessuali oggetto delle attenzioni di Marrazzo, rappresentate nei nostri media di volta in volta come esseri strani, complici nel ricatto, demoni tentatori. Al di là del ruolo che hanno avuto Brenda e Natalie, quella esce dai media  un’immagine disumanizzata delle persone transessuali e un certo machismo diffuso nella società italiana dei tanti che dietro un malcelato sorriso hanno fatto commenti tipo “certo, almeno Berlusconi andava con le donne” o nel difendere Marrazzo hanno tenuto a specificare “io comunque preferisco le donne”. Frasi come queste dimostrano quanto sia lunga la strada verso un riconoscimento del diritto ad autodeterminare della propria identità di genere, relegando di fatto le persone transessuali nella categoria degli “anormali”, cittadini di serie B cui non  riconosciuto neanche il diritto ad avere scritta sui propri documenti l’ identità in cui si riconoscono.

Fonte: http://amisnet.org/agenzia/2009/10/28/caso-marrazzo-i-media-e-la-rappresentazione-delle-persone-transgender/

Written by Antonia

ottobre 29th, 2009 at 9:16 am

Posted in Spazio libero

Lettera aperta della Presidente di Crisalide Azione Trans a Piero Marazzo

without comments

Mirella_Izzo“Povero Piero” è la prima cosa che mi sento di dirti. Noi non ci conosciamo sebbene io sia transgender come le ragazze che cercavi di notte. Sono presidente di Crisalide AzioneTrans, ho 50 anni e di certo sono poco appetibile rispetto alle ragazze brasiliane nelle notturne strade di Roma. Di certo non posso difenderti per la frequentazione della prostituzione (trans o meno, che differenza fa?) perché alimenti una situazione di emarginazione sociale. Sbaglierò ma con il cuore sento che pagavi molto quelle ragazze più per solidarietà che per comprare il loro silenzio. Di certo però non è colpa tua se queste continuano a vivere di prostituzione perché non riescono ad ottenere uno straccio di permesso di soggiorno, pur provenendo, molte di esse, da paesi in cui vivere, per una trans, è una scommessa. Del resto anche con il permesso di soggiorno chi darebbe loro un lavoro? Molte di loro hanno studiato da parrucchiera o da estetista. Ma le assumerebbero? Di questo non hai colpa: hai alimentato un mercato nero, è vero, ma queste ragazze sono esseri umani (ricordo l’ovvio a chi se ne dimentica) e in qualche modo devono pur vivere. Non ti posso difendere per la cocaina sebbene sia così diffusa in ambienti politici che se domani si accendesse una lampadina sulla fronte di tutti quelli che ne fanno uso, ci sarebbero sorprese. Non ti posso neppure difendere per i “tradimenti sessuali” a tua moglie anche se io gli uomini li conosco bene (e posso dirlo avendo vissuto fra di loro – da pari – per più anni di quanti avrei voluto) e so bene che la fedeltà sessuale maschile, nei matrimoni, è l’eccezione che conferma la regola. Comprendo il tuo stato d’animo di fronte a tua moglie ed a tua figlia ma, se posso darti un consiglio, non difenderti rinnegando il tuo passato così recente e messo in discussione solo dall’emersione dello scandalo. Spiega a tua figlia cosa è la sessualità e cosa sono le persone transgender. Spiega che per le sofferenze che hanno “pagato alla vita”, spesso sono particolarmente attente ai disagi ed alle sofferenze altrui. Che spesso raccolgono fra le nostre braccia persone che hanno sofferto per mille ragioni diverse dalla loro, per empatia e perché conoscono la sofferenza forse più profonda: non riconoscere corpo e identità come proprie. Dille che hai provato affetto per loro. Se vuoi dare un senso a questa vicenda così triste, Piero, non svestire panni portati fino al giorno prima, rinnegandoli. Spiega perché la cocaina (se c’era) e perché sei finito nelle strade notturne della prostituzione transgender. Spiegaci cosa ti ha portato a questo. Forse sei attratto dal corpo androgino delle trans? Questo dovrebbe renderti inaffidabile come politico? Magari non lo sai ma in quasi tutte le civiltà antiche (eccetto quelle figlie di Abramo), esistevano proto-transessuali e uomini che le sposavano, rispettati entrambi dalle loro società. Sono convinta che ami tua moglie e che le tue pulsioni notturne lottino strenuamente fra l’amore verso di lei e i tuoi desideri più intimi. Forse neppure solo sessuali. Non prendere in giro tua moglie. Se sai che, in fondo, sono le transgender a scaldarti il cuore (e non solo), separati come fanno migliaia di persone ogni settimana e “va dove ti porta il cuore”.La cocaina è una abitudine; l’orientamento sessuale è invece qualcosa di insito nella persona. Non c’è nulla di cui vergognarsi. Forse fai bene a sospenderti perché sei un uomo politico e hai assunto sostanze e hai tradito tua moglie. La politica non accetta cose di questo genere, salvo che per il Premier. Ma non rinnegare te stesso, mai.Se hai da pentirti per la (eventuale) cocaina e da scusarti per il tradimento a tua moglie, non ti vergognare di avere amato e di amare noi transgender. Siamo persone con gravi carenze affettive che hanno quasi tutte subito abbandoni importanti. Saresti il nostro eroe (certo ti porterebbe pochi voti, ma non so quanto ti importi ora) se dichiarassi di non vergognarti di averci a cuore e di provare anche sentimenti solidali profondi per noi, al di là delle pulsioni sessuali e se dichiarassi di impegnarti per i nostri diritti, anche a causa dello scandalo. Le porte di Crisalide sarebbero aperte e non sarebbero le uniche.Se invece la tua è stata solo un’abitudine per cercare l’ebbrezza per le “stranezze”, allora, povero Piero… allora sì che diventi imperdonabile. Tutto perderebbe dignità, anche di fronte ai tuoi cari, forse. Certo è che se avessi avuto in mente più dignità per te stesso e meno ipocrisia, probabilmente non ti saresti fatto ricattare per mesi. Cosa che è l’unica davvero imperdonabile per un politico. Lo scandalo ti offre oggi un’occasione irripetibile: essere totalmente te stesso.
di Mirella Izzo

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 29th, 2009 at 9:08 am

Posted in Spazio libero

Intervista – Vladimir Luxuria a polisblog “a trans non ci vanno solo quelli di sinistra”

without comments

vladimirluxuriaisolapieromarrazzotrans_01

Se con Piero Marrazzo, quel giorno, non si fosse appartata una prostituta transessuale ma una donna è molto probabile che lo scandalo sarebbe stato raccontato con altri toni. Qualcuno avrebbe celebrato il maschio italiano.

Read the rest of this entry »

Written by Antonia

ottobre 29th, 2009 at 8:55 am

Posted in Spazio libero