Coordinamento Trans Sylvia Rivera

Diritti sul lavoro, quando?

without comments

lavoro-disperazioneLa parità di diritti e degli stessi benefici sono alla base di qualsiasi attività commerciale, o almeno così dovrebbe essere. 

Ad un uomo transgender è stato negato l’accesso ai servizi di salute mentale della propria assicurazione, una madre lesbica non gode di alcuna garanzia per la sua partner in uno Stato conservatore che non riconosce le unioni omosessuali. Queste sono le storie comuni che mettono a fuoco le disuguaglianze.

L’”Human Rights Campaign’s annual Corporate Equality Index” ha verificato le società del settore privato per quanto riguarda la politica “gay-friendly” sin dal 2002, raggiungendo gradualmente un’evoluzione nei soliti standard che governano i vari settori lavorativi.
 
I datori di lavoro infatti, sono stati spronati ad una maggiore responsabilità nei confronti dei propri dipendenti che appartengono alla comunità lgbt. Le aziende sono costrette ora ad includere altri benefici cruciali all’interno delle assicurazioni che tutelano i propri dipendenti, come la copertura sanitaria per i transgender. Questa però è solo una parte del quadro lavorativo all’interno del quale si trovano molti della comunità lgbt.
 
Non è garantito, in molti casi, un ambiente di lavoro libero da ostilità. Forse è per questo che le iniziative di sensibilizzazione a favore delle diversità e delle comunità sono sempre più considerate come componenti vitali per un posto di lavoro. Nonostante l’inadeguatezza di molte aziende nel favorire un ambiente di lavoro sano e libero da ostruzionismo nei confronti dei dipendenti lgbt, molte di loro stanno diventando un punto di riferimento per l’enfasi dimostrata nel reclutamento di gay e lesbiche per promuovere la parità di diritti all’interno delle imprese.
 
Il Credit Suisse sta avviando un programma aggiuntivo (chiamato “Open Perspectives”) che introduce i candidati gay alla dirigenza della società e dà loro potere di investimento all’interno del Credit Suisse, occupazione nel settore vendite e in quello commerciali.
 
L’impresa di assicurazione Chubb si serve di dipendenti lgbt per eseguire un vasto programma d’istruzione della forza lavoro. Come parte di questo sforzo, a giugno è stato svolto un lavoro sul tema “Capire gay e trans gender. Problemi sul posto di lavoro” da 10 degli uffici di Chubb US regionale. Un video di un evento simile, ospitato nei sobborghi di New Jersey è stato mostrato in occasione di seminari in tutta l’azienda.
 
La creazione di questi programmi non è sempre un compito facile per una società quotata in borsa con gli azionisti di ogni credo politico, ma molte società hanno comunque chiarito e portato avanti il proprio punto di vista in merito.
Come parte del suo programma contro la diversità, Coca-Cola & Co. cerca gay qualificati, limitando i fornitori a quelli in grado di tutelare i lavoratori sia tramite pari opportunità di occupazione, sia attraverso una politica di antidiscriminazione. La società ha inoltre partner con altre organizzazioni nazionali e locali per dotare di borse di studio e convenzioni sponsor e meetings.
 
L’era di nascondere i “ritratti di famiglia” in un cassetto della scrivania, piuttosto che manifestarli con orgoglio, volge al termine e le più grandi aziende del mondo si stanno muovendo al fine di attuare una politica gay-friendly assai efficace.
 
Quanto bisognerà attendere questa sensibilizzazione anche in altri uffici o altre parti del mondo in cui la discriminazione è all’ordine del giorno?

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/diritti-sul-lavoro-quando/7099/

Written by Antonia

settembre 28th, 2009 at 8:32 am

Posted in Spazio libero

Leave a Reply