Coordinamento Trans Sylvia Rivera

Lettera del Coordinamento Trans Sylvia Rivera al Capo dello Stato

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Ill.mo Presidente della Repubblica

Sen. GIORGIO NAPOLITANO

Palazzo del Quirinale

00100 ROMA

 

Appello del Coordinamento Trans “Sylvia Rivera”, organismo unitario che riunisce al suo interno la quasi totalità delle Associazioni Italiane e singole/i persone, che da anni operano a difesa e per il riconoscimento dei diritti delle persone  Transessuali e Transgender.

 

Premesso

-          come cittadini/e Italiani e persone transessuali e transgender da troppo tempo, con l’acuirsi negli ultimi tempi, siamo testimoni e vittime di comportamenti dettati dalla transfobia. Negli ultimi mesi gli atti di violenza e discriminazione hanno raggiunto livelli allarmanti che conferiscono all’Italia un pessimo e triste primato mondiale di un crescente imbarbarimento culturale del nostro paese. La causa di questi efferati reati a danno delle persone transessuali e transgender è da ricondursi esclusivamente ad una cultura sociale, indifferente, male informata, non inclusiva ma colma di odio e pregiudizio verso l’”altro diverso da sé”, ed in un contesto sociale dove costantemente viene meno il “dovere alla solidarietà sociale” e violato il “principio di uguaglianza” e di “sussidiarietà”; principi tutti  ampiamente illustrati nella nostra Carta Costituzionale;

-          le persone transessuali e transgender se non aggredite o violentate subiscono una costante violenza psicologica. Violenza “diretta” o “indiretta” che serpeggia sia nei microcosmi familiari che nell’ambito lavorativo e sociale in genere; non ultimo vengono diffuse notizie e dati personali sulle persone transessuali e transgender tutelati dalla legge sulla privacy, dati sensibili che vengono divulgati e trovano spazio in rappresentazioni “spettacolari”, sicuramente lontane dalle nostre realtà; immagini plastiche prodotte e diffuse dai media dove le vittime, per induzione, diventano nell’immaginario collettivo i/le carnefici dei soprusi. Tutto ciò mette in evidenza più che un corretto esercizio del “diritto di cronaca” attento alla notizia in senso stretto, un animo voyeristico dei mezzi di informazione, superficiale, poco acculturante, favorevole alla strumentalizzazione di un turpe evento per (evidenti) miseri riscontri di tipo commerciale, incurante degli effetti dannosi che subiscono le persone transessuali e transgender; danni che spesso si ripercuotono (effetto domino) sui loro figli e famiglie minando anche l’affettività e la serenità familiare;

-          da sempre le esistenze delle persone transessuali e transgender si devono confrontare con il dileggio, l’emarginazione e l’ostracismo sociale, nei casi in cui le persone Trans siano immigrate/i e/o straniere/i la discriminazione si amplifica per effetto di una doppia discriminazione, data da una dilagante forma da razzismo contro i cittadini stranieri ed immigrati; tutto ciò in violazione dei più elementari principi posti a fondamento del nostro ordinamento (Magna Carta), di una legge la n. 164/82, che riconosce la liceità del nostro percorso, l’esistenza di pronunzie della Corte Costituzionale (1985/161), la “Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali” (Ratificata  dallo Stato Italiano con legge del 4 agosto del 1955 n. 848), le direttive del Parlamento Europeo e del Consiglio (2006/54/CE), le pronunzie della Corte di Giustizia Europea (Causa C-13/94, C-117/01 e C-423/04)

-          da anni le associazioni e le/i singoli riuniti nel Coordinamento Trans “Sylvia Rivera” ed i sindacati raccolgono numerosi casi di mobbing lavorativo a danno delle persone transessuali e transgender; di fatto i pochi strumenti normativi non garantiscono e proteggono il lavoratore o la lavoratrice transessuale o transgender nella conservazione del posto di lavoro; peggiore è la posizione di chi cerca un lavoro ed un corretto e dovuto inserimento sociale. Sul punto lamentiamo un limite del decreto legislativo 2003/216 (che ha recepito la direttiva 2000/78/CE), decreto che contempla unicamente le discriminazioni attuate nell’ambito lavorativo causate dall’orientamento sessuale, mentre non tratta le discriminazioni causate dall’identità di genere.

Tutto ciò premesso il Coordinamento Trans “Sylvia Rivera”, con il presente documento, nel denunciare l’evidente discriminazione in atto a danno delle persone transessuali e transegender rivolge un formale appello ed una richiesta urgente di incontro:

 

alla Presidenza della Repubblica,

Affinché

-          preso atto delle violazioni sopra descritte e delle discriminazioni in atto a danno delle persone transessuali e transgender da parte di una vasta schiera della popolazione Italiana, oltreché il mancato rispetto delle normative vigenti in materia di privacy da parte dei mezzi di informazione, emettano ogni opportuno provvedimento a tutela dei diritti delle persone transessuali e transgender;

-          il Coordinamento Trans “Sylvia Rivera” chiede, altresì, di essere ricevuto dal Presidente della Repubblica al fine di esporre alla più altra carica dello Stato, Garante della nostra Costituzione, il dettaglio delle motivazioni poste a fondamento della protesta e le iniziative istituzionali richieste per una reale ed effettiva parità ed uguaglianza delle persone-cittadini/e Trans.  

 

Il Coordinamento Italiano Trans “Sylvia Rivera”

 

 Marcella di Folco

Presidente nazionale                                                                                                                                

Written by fabianna tozzi

aprile 8th, 2009 at 4:36 pm

Posted in Spazio libero

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