Natalie, clandestina, resta in Italia. Testimonierà su filmato e soffiate
L’inchiesta e i punti oscuri
Natalie, la trans con la quale Marrazzo è stato filmato.
Resta in Italia Natalie, anche se non aveva il permesso di soggiorno. La transessuale ripresa in un video con Piero Marrazzo otterrà un visto per «fini di giustizia ». Vuol dire che la sua testimonianza viene ritenuta preziosa per scoprire che cosa avvenne davvero in quell’appartamento di via Gradoli ai primi di luglio. Vuol dire, soprattutto, che sono ancora molti i dubbi su questa vicenda perché le prime verifiche dimostrano che nessuno ha raccontato la verità su che cosa accadde in quelle stanze.
Ha detto poco anche Natalie, ma resta a disposizione perché ha ammesso che era accanto all’allora governatore del Lazio quando i due carabinieri della Compagnia Trionfale, Luciano Simeone e Carlo Tagliente, fecero irruzione nell’appartamento. Li hanno filmati insieme, poi gli stessi militari hanno cercato di vendere il video che documenta l’episodio. E adesso le indagini potrebbero fare un deciso passo in avanti perché c’è una traccia che consentirebbe di recuperare l’intero filmato. La visione di queste nuove immagini — oltre dieci minuti — potrebbe fornire numerosi dettagli e dunque aiutare a capire chi ha mentito e per quale ragione. Ma anche se — come sembra emergere dalle prime verifiche — altri possano aver aiutato i ricattatori, rendendosi complici delle loro minacce. Una strada imboccata anche per capire il vero ruolo di Max Scarfone, il fotografo che stava aiutando i carabinieri a vendere il video. L’ipotesi esplorata in queste ore è che il filmato breve messo sul mercato ad un prezzo iniziale di 200.000 euro, sia il resoconto di due momenti diversi. Nella prima parte ci sono le immagini che servono a ricattare Marrazzo perché lo mostrano in una situazione estremamente privata e imbarazzante.