Uomo di giorno e bella di notte
Di giorno è un giovane uomo attraente dalla corporatura atletica ed ha un lavoro rispettabile: progetta sistemi antihacker per computer; col buio diventa una conturbante bella di notte (il cui mito è Audrey Hepburn) e dirige un locale notturno nel cuore di Bodrum, il quartiere più equivoco e ‘alternativo’ di Istanbul.
«Il fatto di possedere una quota delle azioni, per quanto piccola, fa sì che le ragazze mi trattino da padrona. Il loro rispetto non è dovuto solo a questa ‘proprietà parziale’ ma anche al fatto che io di giorno ho anche un altro lavoro – cioè un’altra fonte di guadagno – e che non vivo come loro solo di quel che mi danno i clienti».
Bruna, slanciata, affascinante, di classe… «Osservai la mia immagine allo specchio. Mi piaceva farlo. (…) Non ho fatto alcuna operazione estetica, non ho un solo grammo di silicone. Sono tante le donne senza seno. (…) Le gambe sono depilate, le braccia naturali, sul petto ho un piccolo ciuffo di peli. (…) Capelli cortissimi, spalle larghe, fianchi stretti». Come la principessa Stephanie…
Buse (all’anagrafe Fevzi), una delle sue ‘ragazze’ viene ammazzata e lei/lui decide di indagare improvvisandosi detective. Maldestra, ma decisa ad andare fino in fondo, per nulla fragile, al di là delle apparenze femminili, perchè esperta di thai boxe e aikido, si butta anima e corpo nella ricerca della verità. Chi ha ucciso Buse?
La polizia liquida il caso come un regolamento di conti tra un transessuale e un cliente che non ha pagato il servizio, ma non è così. Buse era in possesso di documenti compromettenti, prova di una sua passata relazione con un uomo poi divenuto molto importante. Ma dove sono nascoste le famigerate lettere le fotografie? E chi le sta cercando?
«(…) Non si sapeva niente degli assassini di Buse. La polizia doveva aver archiviato il caso tra gli omicidi irrisolti. Io non ero servita a niente, non avevo trovato le foto con la lettera, non avevo trovato la mamma cieca di Buse, non ero riuscita a scoprire gli assassini. Ero solo stata messa in mezzo, rapita per niente, minacciata, avevo fatto a pezzi il mio caro vestitino di lino. E in omaggio avevo avuto anche graffi e lividi».
L’indagine un po’ goffa e rocambolesca dell’hacker/bella di notte – nel romanzo il/la protagonista racconta in prima persona – diventa pretesto per tratteggiare con veloci ed efficaci pennellate la vita notturna di Istanbul e quella colorita, un po’ grottesca e frivola umanità composta di travestiti, transex, gay e lesbiche che si ‘agita’ in un Paese islamico in bilico tra tradizione e progresso, tra passato e modernità, tra pregiudizi e tolleranza, ma comunque più emancipato, vivace e meno fondamentalista di quanto un occidentale (soprattutto se prevenuto) possa immaginare.
Realistico, trasgressivo, ma tutto sommato garbato e per nulla volgare, nonché condito con una buona dose di ironia,”Scandaloso omicidio a Istanbul” di Mehmet Murat Somer (Sellerio) è un poliziesco sui generis di gradevolissima lettura. Soprattutto può essere spunto di riflessione sul tema delicatissimo a attuale – in questi giorni più che mai – della discriminazione sessuale e dell’omofobia.
di Gigliola Reboani Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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SCHEDA:
“Scanadaloso omicidio a Istanbul”
di Mehmet Murat Somer
(Sellerio; pagg 301; 13 euro)
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Mehmet Murat Somer (Ankara, 1959) è l’autore di una serie di polizieschi ambientati nei quartieri della trasgressione ad Istanbul. È oggi uno degli scrittori di punta di una letteratura, quella gay in Turchia, contenente una forte domanda di parità e di tolleranza, pur nei toni dell’avventura e del divertimento.
Fonte: http://www.e-cremonaweb.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5370&Itemid=1