Padania trans, il sito escort col bollino leghista
Bossismo hard. Grafica verde e solo annunci dall’Umbria in su, certificati “politicamente”, per i lumbard a caccia di trasgressione, di Stefano Ciavatta.
«Ho sentito la Boniver che ha fatto un comunicato stampa dicendo che la Lega si sta armando. Ma quali trecentomila bergamaschi armati! Cara Boniver… anzi, cara bonazza nostra… la Lega non ha bisogno di armarsi… noi siamo sempre armati! Ma di manico! di manico! Perchè noi ce l’abbiamo duro!». Stiano pure tranquilli i leghisti di Curno in provincia di Bergamo che il 26 settembre del 1993 ascoltarono le parole dell’allora senatore Bossi, accompagnate dal gesto dell’ombrello. Gli anni passano, e per la Lega è trascorsa addirittura un’epoca, ma i manici sono sempre al loro posto, cioè tra le vallate padane. Solo che hanno cambiato sesso. Anzi no, si sono fermati in mezzo al guado dell’ambiguità.
La riprova è sul web, dove dentro un banner color verde petrolio, batte forte il cuore di Padania-Trans.Com, il portale leghista di annunci transex. Due inequivocabili figure sdraiate, con i capelli castani, gli occhi inevitabilmente verdi e le tette perfettamente tonde, tengono alto con una mano il loro orgoglio transex mentre con l’altra accarezzano la scritta. Speculari tra loro, i due trans sono separati solo dai confini uniti delle regioni. Dall’Umbria al Friuli Venezia Giulia, ci sono tutte. Manca più di un pezzo d’Italia, persino la capitale perché, al Governo o meno, Roma resta ladrona.
Ricerca avanzata o menù a tendina: che siano annunci, viaggi, compravendite, quale sciagurata bacheca online rinuncerebbe in partenza a una fascia di utenti? Business is business, o almeno dovrebbe essere così. Ma Padania-Trans.Com rivendica con pieno diritto la sua particolarità, per cui da Verbania a Sondrio, da Pistoia a Belluno, da Lodi a Cesena, i trans hanno tutti il bollino padano sulle foto. Ne fanno bella e fiera mostra Alessandra da Ravenna brasiliana «attiva e passiva» oppure Roberta da Brescia in compagnia dei suoi «27 buoni motivi per convincerti», ma anche Carmen, «21enne mediterranea», anche lei «vogliosa di trasgredire con un giocattolo di 21 cm, di base a Bergamo». E così via. Niente dialetto però, né folklore negli annunci. Come direbbe Nanni Moretti, sul sesso si dice ancora «fica e non figa», anche se qui siamo nel pieno crocevia di identità sessuali. Non c’è neanche una versione inglese, per le visite internazionali.
In homepage il gestore del sito ha pubblicato una lista di motivi per cui scegliere Padania-Trans. Le altre bacheche online sono inefficienti, per varie ragioni. Al punto tre si legge: «Esiste un sito dove incredibilmente il motore di ricerca degli annunci è malfunzionante: basta fare un ricerca su Trento e vedere che vengono selezionati anche annunci di Bolzano e Treviso, pure di città Calabro-Saudite Cosenza e Reggio Calabria». Nella lista di valutazioni comparative tra Padania-Trans e resto del mondo, il mouse è puntato in particolare contro il portale PuntoTrans, transgender ma neutrale. La differenza con PuntoTrans che è sì «un sito abbastanza famoso» ma pure «di basso livello». Una questione estetica? Non solo. Il gestore di Padania-Trans taglia corto: «PuntoTrans è stato generato dalla idea di un editore Extracomunitario in vena, evidentemente, di buttare soldi in una vana impresa».
Il webmaster del sito sembra però mostrarsi anche attento agli aspetti cruciali di web marketing: «Pessima la navigazione, anche i progettisti sono di basso livello». Con il tono da informativa poliziesca Padania-Trans rimprovera al suo concorrente che «le anteprime delle foto non riescono ad essere esplicative della effettiva bellezza delle trans». Tutta la grafica «è di pessima qualità» e – si noti, non ai clienti- «non può piacere alle trans». Poi arriva l’affondo: «È solo in toscano; tipico dei siti di basso livello e inaccettabile per chi vuole ospitare anche le escort trans di alto livello». L’uso sciagurato del toscano è un destino che Padania-Trans riserva anche al portale etero Escortforum.com: «quanto siamo provinciali». Unico punto a favore della bacheca “toscana”, è che «sono poche le foto false! In questo sono stati molto bravi». Il resto d’Italia almeno è sincero. Cioè non ipocrita.
Infine per ribadire la sua estraneità alla nazione, Padania-Trans mostra in maniera simpatica il suo veto tinto di verde: sul sito un celebre cartoon di Bruno Bozzetto spiega la diversa concezione del senso civico tra europei e italiani, dove in sostanza ai nostri connazionali manca l’ordine e il rispetto verso gli altri. Insomma è un problema di manico, come appunto su Padania-Trans.

A Me piace tanto il sito http://www.padaniatrans.com, cos è vietato??
Filippo
11 dic 09 at 22:03