Coordinamento Trans Sylvia Rivera

Londra, omicida trans ottiene il trasferimento nel carcere femminile

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Lo ha deciso Alta Corte Londra, contro il rifiuto ministro Giustizia. detenuta01g
Ora «A» potrà diventare effettuare
l’operazione per diventare donna
LONDRA
Un killer transessuale, che in principio era un uomo, ha vinto una battaglia legale per essere «trasferita» in un carcere femminile e sperare così di diventare una «vera donna». La detenuta, condannata all’ergastolo per tentato stupro e omicidio, cambierà cella fra poche settimane, dopo che la sentenza di un tribunale londinese ha respinto la decisione del ministro della Giustizia britannico, Jack Straw, affermando che il rifiuto di trasferirla viola la Convenzione europea sui diritti umani fondamentali e nel lungo termine aumenterebbe la sua pericolosità in società.

Secondo l’Alta corte di Londra, al transessuale, che ha circa vent’anni e nei documenti è chiamata semplicemente «A», è stato riconosciuto per legge il suo stato di donna, con tanto di modifica sul certificato di nascita. Si è fatta togliere in modo permanente i peli su gambe e faccia con il laser e si è fatta crescere il seno grazie a un trattamento ormonale, ma non è autorizzata a indossare gonne o camicie o più di un leggero trucco, nell’ala della prigione maschile, riservata ai prigionieri «vulnerabili», dove è detenuta.

Descrivendola come «una donna imprigionata nel corpo di un uomo», il suo legale, Phillipa Kaufman, ha spiegato che l’unica cosa che le manca per essere totalmente donna è un’operazione chirurgica, la quale, tuttavia, non è possibile fino a quando rimane nel carcere maschile. I dottori – come è prassi in questi casi – le hanno negato l’intervento finchè non vivrà per un periodo prolungato nelle vesti di donna. Per questo non ha speranza di farsi operare fino a quando non sarà trasferita nella prigione femminile.

Lo spostamento in un’altra sede – avevano sottolineato dal dipartimento di Giustizia – avrà un costo extra di 80mila sterline. «A», che ha strangolato il fidanzato con un paio di calze, ha scontato finora cinque anni in carcere, ma il periodo minimo, dopo il quale va presa in considerazione la libertà vigilata, è scaduto nel 2007.

Fonte:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200909articoli/47020girata.asp

Written by Antonia

settembre 5th, 2009 at 6:22 pm

Posted in T* News

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